IL WIFI TI SPIA ANCHE IN CASA

Wifi_Room_Photo

Wifi Rooms Spy Photo

 

CONTROLLATI H24

Non ci facciamo neppure caso ma oramai viviamo tutti come in ammollo in un denso e fitto mare “Elettromagnetico” continuo H24 e su frequenze diverse; proviamo a pensarci:

  • ci sono i telefonini 3G/4G/5G
  • ci sono le frequenze Radio, quelle Satellitari
  • ci sono le frequenze dei router domestici 2.4 – 5 GHz …. etc

tutte queste interferenze ruotano attorno a noi H24 / 365 giorni

Ma in questo articolo non parleremo delle potenzialita’ dannose di tutto questo, ma dobbiamo tenere presente che, li dove un dottore puo’ vedere danni per la salute, un hacker ci puo’ vedere delle potenzialita’ di controllo, come ad esempio spiare che cosa fanno le persone dentro le loro 4 mura.

Infatti, a differenza degli occhiali truffa degli anni 70/80, che promettevano di poter spiare le persone sotto i loro vestiti, le onde elettromagnetiche dei nostri device casalinghi, e non, che sfruttano le frequenze tra 2.4 – 5 GHz, possono davvero permettere di “vedere” dentro le case, poiche’ case ed uffici ne sono totalmente saturi (anche se noi non le possiamo vedere).

Basti pensare che i movimenti delle persone sono in grado di distorcere i campi elettromagnetici , riflettendo e rifrangendo le onde radio; questo tipo di studi sta diventando cosi importante a tal punto che ci sono ad oggi gia diversi gruppi di ricercatori che hanno portato avanti diversi progetti, con modelli di analisi delle variazioni e perturbazioni dei campi elettromagnetici delle frequenze usate dagli hot-spot casalinghi che permettono di vedere cosa succede dentro una casa, cosi come in una radiografia.

SPIATI IN AZIENDA – Per tenere sotto controllo il movimento degli impiegati non servono telecamere, bastano un paio di router Wi-Fi

Quello che ne sta venendo fuori e’ davvero sorprendente.

Un gruppo di ricerca dell’Universita’ della California (Santa Barbara), guidato da Yanzi Zhu, e’ riuscito a determinare la posizione delle persone presenti all’interno di una stanza, e registrarne i movimenti, basandosi semplicemente sul segnale di una rete WIFI “vista da fuori”, ossia senza essersi prima loggati.
Il tutto utilizzando un semplice telefono Android con installato il software creato dai ricercatori.

Tutto questo, tecnicamente perche’ le onde elettromagnetiche in generale, e quelle degli apparati wifi in particolare, passano attraverso determinati tipi di solidi e non altri.
In particolare muri e pareti, che non contengono metallo o tubi con acqua, risultano essere in pratica particolarmente  “trasparenti”.

I corpi umani, fatti per il 70% di acqua, bloccano il passaggio delle onde radio, riflettendole, un po’
come quando vengono usati i radar. Questo genera un’immagine delle persone che si muovono, come silhouette
in una specie di ecografia tridimensionale, in tempo reale.

Per avere una “telemetria” quasi perfetta, che permetta di seguire tutti i corpi in movimento, non basta una sola fonte ma considerando che in ogni edificio moderno possiamo trovare N campi wifi dei router casalinghi attorno a noi, o dei ripetitori di segnale, li dove la casa e’ piu’ grande di un normale appartamento, potremmo sicuramente riuscire ad avere una immagine piu’ dettagliata che ci permettera’ di posizionare tutti i corpi nello spazio.

Quindi per concludere, se almeno di notte non dovete lavorare o scaricare serie tv, spegnete il wifi, fara’ bene alla salute e sara’ comunque piu’ sicuro.

Facebook Bug Bounty

Facebook Bug-Bounty

Forse non molti sanno che in un periodo cosi proficuo per attacchi hacking di ogni tipo, i colossi del web, tra cui Facebook, hanno istituito interessanti premi per chiunque voglia testare la sicurezza dei loro sistemi, ed affiliati quali:

 

  • Instagram
  • Internet.org/Free Basics
  • Oculus
  • Onavo
  • Progetti open source di Facebook (ad es. osquery)
  • WhatsApp

 

Migliori spiegazioni le potete trovare alla seguente pagina https://www.facebook.com/whitehat
che riporta in modo chiaro quali sono le regole e le modalita’ di svolgimento del “Programma” WHITEHAT

Nella pratica, possiamo dire che i responsabili della sicurezza di Facebook, Instagram e compagnia bella hanno deciso che il miglior modo per verificare il loro buon operato e’ quello di lasciare “carta bianca” a tutti coloro (hacker, whitehat, pirati informatici …) che sono interessati a bucare uno dei due miliardi di account dei loro social.

La ricompensa base e’ di 500 $ ma ben piu’ alta e’ la posta se qualcuno dovesse trovare bug ben piu’ importanti come degli zero-day.

Per exploit di alto impatto , la ricompensa dovrebbe essere di, 40.000 $ se, per impadronirsi dell’account, l’attacco non richiedera’ la ben che minima interazione del proprietario, Si scende invece a 25.000 $ se l’attacco e’ in grado di andare a segno con l’interazione da parte del proprietario dell’account (magari anche solo con un click sul link sbagliato ricevuto via mail…..phishing a go-go).

Buona caccia…..

#FacebookBugBounty

Penetretion Tester Information Gathering

Information-Gathering

Information-Gathering

Una “nuova” tipologia di specialisti si sta gia’ facendo sempre piu’ strada all’interno delle aziende e delle case dei privati, interessati ad aumentare il loro livello di sicurezza, i Penetration Tester (PT).

Ogni PT deve aver ben chiaro e seguire una serie di attivita’ per raggiungere lo scopo finale.
Le “FASI” del PT sono le seguenti :

  • Information Gathering;
  • Vulnerability Assessment;
  • Exploitation;
  • Privilege Escalation;
  • Maintaining Access;
  • Reporting;

Oggi, in questo primo articolo sul PT inizieremo a spiegare i concetti dell’ Information Gathering.

L’Information Gathering o raccolta delle informazioni permette all’attaccante di acquisire dati utili, dall’architettura della piattaforma, ai servizi offerti, ecc. L’analisi di questi dati porterà alla scelta di come condurre il passo successivo.

Analisi di un caso reale

Ci troviamo ad operare da remoto per verificare il livello di sicurezza di una grande azienda. L’analisi viene svolta, a fronte di un’ accordo con il committente (non dimenticate mai l’importanza di un contratto ben dettagliato e firmato dal committente per evitare future noie legali), da parte del PT. In base alla quantità d’ informazioni disponibili s’ identificano diversi scenari. Questa tipologia di scenario viene definita “Black Box” poiche’ non presuppone alcuna conoscenza dell’infrastruttura oggetto di analisi, tutte le informazioni dovranno quindi essere ricavate prima di iniziare i vari test.

Per diversificarci questa volta ci affideremo non alla solita Kali Linux ma ad un’altro sistema improntato al PT come BackBox Linux, una distribuzione orientata al PT. Il vantaggio derivante dall’uso di uno strumento simile è nell’avere un sistema operativo altrettanto completo di tools, flessibile ed ottimizzato per condurre vari test di sicurezza.

Information Gathering

L’attività di PT inizia come gia’ detto con la raccolta delle informazioni, partendo dall’url del sito aziendale del committente è possibile risalire all’indirizzo IP del server (informazione essenziale per iniziare la nostra analisi):

$ host www.nomesito.it
www.nomesito.it has address 150.xxx.xxx.10

oppure

$ nslookup
set q=any
nomesito.it

o ancora un semplice #whois permette di effettuare delle query al fine di ottenere informazioni riguardo la registrazione del dominio.

$ whois www.nomesito.it

Ovviamente questi sono soltanto alcuni esempi, di tool da riga di comando ne esistono diversi (#dig, #dnsenum …) ma non e’ possibile citarli tutti, ognuno potra’ cercarsi il preferito.

Ottenuta questa informazione ci serviremo di un’ulteriore tool Maltego, è un tool sviluppato dalla società Paterva, che offre la possibilità di raccogliere informazioni tramite la consultazione di dati pubblicamente accessibili e raggrupparle,  in formato grafico. Tramite questo strumento si è in grado di raccogliere informazioni da:

  • Siti web
  • Comunicazioni web (social network, wiki, blog, …)
  • Dati pubblici (conferenze stampa, rapporti dei governi, dati demografici, …)
  • Osservazioni dirette (dati geolocalizzati, conversazioni radio, foto satellitari, …)
  • Professionisti ed accademici (simposi, conferenze, pubblicazioni scientifiche, associazioni professionali, …)

Viene utilizzata un’architettura client/server per la raccolta dei dati e per determinare le relazioni fra di essi.

Un’ulteriore ed interessantissimo tool e’ TheHarvester

TheHarvester  è utilizzato per raccogliere info su domini, indirizzi email e documenti con metadata inerenti il target della nostra ricerca. Harvester si basa su un suo algoritmo di ricerca in grado di interrogare i maggiori motori di ricerca conosciuti, facendo sì che l’attaccante non visiti direttamente il target. Dunque il target sarà ignaro delle nostre attività.
Un piccolo esempio potrebbe essere questo qui sotto ma ricordatevi di leggere sempre gli “help” per poter conoscere tutte le opzioni che si possono utilizzare.

theharvester -d miosito.it -l 500 -b all

Ultimo tool di questo articolo, non certo per importanza o per potenza sara’ Dmitry.

Dmitry (Deepmagic Information Gathering Tool), questo tool  è un whois potentissimo che lavora esclusivamente da riga di comando , è scritto in C e ha la capacità di darci su di un determinato host , tantissime informazioni , tutte raccolte ed estratte in base alle nostre richieste , effettuate tramite l’inserimento in Shell di alcune opzioni (leggete sempre l’help).

dmitry -winsepffb -o miosito.txt www.miosito.it

…come detto questo e’ solo un esempio in cui sono state unite insieme diverse opzioni ed il risultato verra’ salvato in un file .txt.

Per tutto il resto non resta che fare tanta tanta pratica……a presto !!!

Difenditi con ARTILLERY

Artillery Honeypot All-in-one

Artillery Honeypot All-in-one

In questo articolo parleremo di un tool che si pone come interessante aiuto verso la sicurezza delle nostre macchine in rete, il suo nome e’ Artillery , esso è un interessante software scritto interamente in python. La cosa molto interessante di questo tool e’ che lo possiamo intendere come una combinazione tra un honeypot, un tool di monitoraggio, ed un sistema di alerting. Uahoooo, tutto in un’unico strumento…….

I principi di funzionamento si caratterizzano dal fatto che in presenza di determinate attività di networking esso si comporta parzialmente come un honeypot, adottando anche manovre evasive e, contemporaneamente monitorizza il cambiamento di file sensibili; in entrambi i casi avvisando di quanto riscontrato i destinatari designati.
Artillery si pone in ascolto su di un certo numero di porte di uso comune (peraltro configurabile, tramite la variabile PORTS), e qualora riceva una richiesta di connessione per uno qualsiasi dei servizi fasulli, blocca in modo permanente l’indirizzo IP sorgente aggiungendo una relativa regola con target DROP a iptables.

Artillery può essere anche usato per prevenire attacchi di tipo brute force

L’ installazione ed il lancio di Artillery sono molto semplici: una volta effettuato il download via git, occorre lanciare uno script installer, editare un file di configurazione (“all’inizio questo passaggio sara’ meglio farlo su macchina virtuale per fare pratica della configurazione delle regole”) e poi mandarlo in esecuzione:

# cd /opt
# apt-get update && apt-get install git [solo se ancora non avete installato il pacchetto git]
# git clone https://github.com/trustedsec/artillery/ artillery/
# cd artillery
# sudo ./setup.py

Welcome to the Artillery installer. Artillery is a honeypot, file monitoring, and overall security tool used to protect your nix systems.

Written by: Dave Kennedy (ReL1K)

Do you want to install Artillery and have it automatically run when you restart [y/n]: y
[*] Beginning installation. This should only take a moment.
[*] Adding artillery into startup through init scripts..
[*] Triggering update-rc.d on artillery to automatic start…
Do you want to keep Artillery updated? (requires internet) [y/n]: y
[*] Checking out Artillery through github to /var/artillery
Cloning into ‘/var/artillery’…
remote: Counting objects: 876, done.
remote: Total 876 (delta 0), reused 0 (delta 0), pack-reused 876
Receiving objects: 100% (876/876), 207.83 KiB | 293.00 KiB/s, done.
Resolving deltas: 100% (568/568), done.
Checking connectivity… done.
[*] Finished. If you want to update Artillery go to /var/artillery and type ‘git pull’
Would you like to start Artillery now? [y/n]: y
Starting Artillery… Ok
[*] Installation complete. Edit /var/artillery/config in order to config artillery to your liking..

Durante il processo di installazione verranno poste, come potete leggere qui sopra, alcune domande:
Do you want to install Artillery and have it automatically run when you restart [y/n]:
Do you want to keep Artillery updated? (requires internet) [y/n]:
Would you like to start Artillery now? [y/n]:

Artillery verrà installato come servizio sotto /etc/init.d/
E’ sempre consigliabile leggere con attenzione prima d’ impostare il file di configurazione.
In ogni caso, una volta effettuate delle modifiche alla configurazione, si può impartire e renderle immediatamente operanti:
# python restart_server.py

Fate attenzione a non commettere l’errore di editare invece i files risultanti dal download via git. Una volta che che lo script di installazione sia stato eseguito, per modificarne la configurazione posizionatevi piuttosto nella directory /var/artillery.

Il contenuto del file config è piuttosto chiarificatore delle funzionalità del software:
# determina se attivare l’attività di monitoraggio dell’integrità di files sensibili
MONITOR=YES
#
# le directories da monitorare, se ne possono ancora aggiungere “/root”,”/var/”, ecc.
MONITOR_FOLDERS=”/var/www”,”/etc/”
#
# frequenza del controllo in secondi.
MONITOR_FREQUENCY=60
#
# esclusione dal controllo per certe directories o files, ad esempio: /etc/passwd,/etc/hosts.allow
EXCLUDE=
#
# determina se attivare l’attività di HONEYPOT
HONEYPOT=YES
#
# ban automatico HONEYPOT
HONEYPOT_BAN=YES
#
# WHITELIST di indirizzi IP non vincolati dalle regole di controllo
WHITELIST_IP=127.0.0.1,localhost
#
# PORTS su cui attivare il monitoring
PORTS=”135,445,22,1433,3389,8080,21,5900,25,53,110,1723,1337,10000,5800,44443″
#
# determina se attivare l’alerting via email
EMAIL_ALERTS=OFF
#
# username SMTP
USERNAME=”thisisjustatest@gmail.com”
#
# password SMTP
PASSWORD=”pass”
#
# destinatario
SMTP_TO=”testing@test.com”
#
# server per l’invio, per default gmail
SMTP_ADDRESS=”smtp.gmail.com”
#
# Porta SMTP per l’invio. Di default è quella gmail con TTLS
SMTP_PORT=”587″
#
# Indirizzo EMAIL su cui ricevere gli ALERTS
ALERT_USER_EMAIL=”user@whatever.com”
#
# determina se l’invio delle email di alerting debba avvenire seguendo una certa frequenza. Se impostato a off, gli alerts
# verranno inviati automaticamente in tempo reale (può significare un mucchio di spam)
EMAIL_TIMER=ON
#
# la frequenza con la quale saranno inviati gli ALERTS per email (per default ogni 10 minuti)
EMAIL_FREQUENCY=600
#
# Attivazione del monitoraggio dei tentativi BRUTE FORCE contro SSH
SSH_BRUTE_MONITOR=ON
#
# Quanti tentativi prima del BAN
SSH_BRUTE_ATTEMPTS=4
#
# Per effettuare degli aggiornamenti automatici
AUTO_UPDATE=OFF
#
# ANTI DOS imposta la macchina a limitare le connessioni, e va impostato ad OFF nel caso non lo si intenda utilizzare
ANTI_DOS=ON
#
# Le porte dotate di protezione ANTI-DOS
ANTI_DOS_PORTS=80,443
#
# I parametri che limitano le connessioni come misura anti DOS
ANTI_DOS_THROTTLE_CONNECTIONS=50
ANTI_DOS_LIMIT_BURST=200
#

Artillery ha un set di porte (comuni o comunemente attaccate) preimpostato sulle quali si pone in ascolto.
A rivelarle basta un semplice:

# netstat -antp |grep LISTEN
tcp 0 0 0.0.0.0:21 0.0.0.0:* LISTEN 2428/python
tcp 0 0 0.0.0.0:53 0.0.0.0:* LISTEN 827/dnsmasq
tcp 0 0 0.0.0.0:22 0.0.0.0:* LISTEN 637/sshd
tcp 0 0 127.0.0.1:631 0.0.0.0:* LISTEN 706/cupsd
tcp 0 0 0.0.0.0:1433 0.0.0.0:* LISTEN 2428/python
tcp 0 0 0.0.0.0:1337 0.0.0.0:* LISTEN 2428/python
tcp 0 0 0.0.0.0:25 0.0.0.0:* LISTEN 2428/python
tcp 0 0 0.0.0.0:90 0.0.0.0:* LISTEN 734/nginx -g daemon
tcp 0 0 0.0.0.0:44443 0.0.0.0:* LISTEN 2428/python
tcp 0 0 0.0.0.0:1723 0.0.0.0:* LISTEN 2428/python
tcp 0 0 0.0.0.0:47323 0.0.0.0:* LISTEN 616/rpc.statd
tcp 0 0 0.0.0.0:445 0.0.0.0:* LISTEN 2428/python
tcp 0 0 0.0.0.0:3389 0.0.0.0:* LISTEN 2428/python
tcp 0 0 0.0.0.0:135 0.0.0.0:* LISTEN 2428/python
tcp 0 0 0.0.0.0:5800 0.0.0.0:* LISTEN 2428/python
tcp 0 0 127.0.0.1:3306 0.0.0.0:* LISTEN 1089/mysqld
tcp 0 0 0.0.0.0:5900 0.0.0.0:* LISTEN 2428/python
tcp 0 0 0.0.0.0:110 0.0.0.0:* LISTEN 2428/python
tcp 0 0 0.0.0.0:111 0.0.0.0:* LISTEN 606/rpcbind
tcp 0 0 0.0.0.0:10000 0.0.0.0:* LISTEN 2428/python
tcp 0 0 0.0.0.0:8080 0.0.0.0:* LISTEN 2428/python
tcp6 0 0 :::53 :::* LISTEN 827/dnsmasq
tcp6 0 0 :::22 :::* LISTEN 637/sshd
tcp6 0 0 ::1:631 :::* LISTEN 706/cupsd
tcp6 0 0 :::46327 :::* LISTEN 616/rpc.statd
tcp6 0 0 :::90 :::* LISTEN 734/nginx -g daemon
tcp6 0 0 :::111 :::* LISTEN 606/rpcbind
tcp6 0 0 :::80 :::* LISTEN 1153/apache2
…

P.S.: L’esclusione dell’indirizzo IP che non riesca ad autenticarsi validamente viene effettuata attraverso il controllo del file /var/log/auth.log (per le distribuzioni basate su Debian).

Il tool e’ potente ed altamente configurabile; non rimane che dare un’occhiata alla configurazione e fare qualche prova, magari all’inizio giocando con qualche servizio aperto su di una VM.

 

Nascondi i tuoi segreti – Steganografia

Steganografia - Trova il Codice

Steganografia – Trova il Codice

La steganografia è l’arte e la scienza di scrivere messaggi nascosti in modo che nessuno, a parte il mittente e il destinatario, sospettino l’esistenza del messaggio, una forma di sicurezza attraverso l’occultamento in bella vista di cio’ che vogliamo non venga letto.

Il principio della steganografia

Nascondere dati all’interno di altri in modo che risultino nascosti è il principio della steganografia, una tecnica molto antica che si prefigge l’obiettivo di nascondere dati nella comunicazione tra due o più interlocutori.

Differenza tra steganografia e crittografia

La differenza tra queste due tecniche di sicurezza è importante. Usato per un messaggio, la crittografia si occupa di nasconderne il contenuto; la steganografia invece si occupa di nasconderne l’esistenza ed è quindi considerata una misura ulteriore soprattutto nei casi in cui la sola crittografia possa essere considerata non sufficiente.

Qualche ulteriore dettaglio lo si trova su wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Steganografia

invece, per un approfondimento molto tecnico sulla steganografia si veda il seguente link:
http://www.dia.unisa.it/~ads/corso-security/www/CORSO-0001/Steganografia.htm

 

A cosa mi serve la steganografia

La steganografia consente di tenere lontano da occhi indiscreti contenuti importanti o dati sensibili ed è utilizzabile da coloro che pretendono un grado più elevato di privacy dei dati scambiati o condivisi con terzi.

Ad esempio, se ci pensate, inviare un file criptografato potrebbe mettere subito in allarme un malintenzionato perchè è comunque un file visibile cosi come è visibile che si tratta di un file cifrato quindi fa subito pensare che contenga segreti da rubare.
Nascondere invece un insieme di files dentro una sola immagine non fa scattare nessun allarme perchè ad occhio nudo non si vede che una banale normalissima immagine.

In una ipotetica discussione con scambio di files importanti, solo gli autorizzati e coloro che sono al corrente dell’occultamento operato nonchè solo coloro che dispongono della opportuna password potranno visualizzare i contenuti protetti.

Il concetto su cui si basa la steganografia dunque è racchiuso nel suo stesso nome che deriva dai termini greci stèganos (“nascosto”) e gràfein (“scrittura”): questa tecnica si pone di fornire un certo livello di sicurezza mediante segretezza.
I software steganografici più validi pero’ non si limitano semplicte a nascondere il messaggio da proteggere all’interno di una certa tipologia di file ma aggiungono una difesa in più, data dall’uso della crittografia sul testo in chiaro.

E ora diamo uno sguardo a tre programmi open source per Linux , ed uno specifico per Windows, che è possibile utilizzare per giocare con questa metodologia di scambio informazioni: Steghide & Outguess che sono completamente open ed uno con sorgenti chiusi Steg, mentre il tool per sistemi Windows si chiama OpenPuff.

Steghide
Steghide è un programma di steganografia che è in grado di nascondere i dati in vari tipi di immagine e file audio. I colori campione e le frequenze non vengono modificate rendendo così il file resistente in caso di test statistici.

Caratteristiche :

  • compressione di dati incorporati
  • crittografia dei dati incorporati
  • incorporamento di un checksum per verificare l’integrità dei dati estratti
  • supporto per JPEG, BMP, WAV e AU file
  • L’ultima versione di questo software è 10 anni, quindi non è esattamente somethign nuovo, ma le notizie teh buona è che si dovrebbe trovare nella repositoy di qualsiasi distribuzione, in modo da installare con il vostro gestore di pacchetti come yum, apt o emerge.

Uso base
Prima di iniziare assicuratevi di avere un immagine adatta per nascondere le informazioni in essa e le informazioni che si desidera nascondere in un file .txt. In questo esempio io ho i file di esempio, di nome myimage.jpg e mysecret.txt nella mia cartella home. Dopo che avro’ installato Steghide posso aprire un terminale e digitare:

Nascondere testo in immagini:

steghide embed -ef mysecret.txt -cf myimage.jpg

Questo chiederà di inserire una passphrase due volte.
Oppure, nel caso in cui non si desideri modificare l’immagine originale è possibile utilizzare:

steghide embed -ef mysecret.txt -cf myimage.jpg -sf myNEWimage.jpg

E per estrarre le informazioni dall’immagine è possibile utilizzare:

steghide extract -sf myimage.jpg

Questo comando estrarrà il file txt nella directory in cui è stato eseguito il programma.

Come ultima cosa è importante notare che le immagini o i file audio possono contenere un numero massimo determinato di kb di informazioni nascoste e per capire di quanti kb dispone una determinata immagine o file audio basta dare il comando:

steghide info myimage.jpg

e si riceverà un output simile a questo:

steghide info myimage.jpg

“myimage.jpg”:
format: jpeg
capacity: 3.5 KB
Try to get information about embedded data? (y/n)

Outguess
OutGuess è uno strumento steganografico universale che consente l’inserimento di informazioni nascoste nei bit ridondanti di sorgenti di dati. La natura della sorgente dei dati è irrilevante per OutGuess. Il programma si basa sui gestori di dati specifici che estraggono i bit ridondanti e li scrivono di nuovo dopo la modifica.

Outguess utilizza un oggetto generico iteratore per selezionare quali bit nei dati devono essere modificati. Un seme può essere usato per modificare il comportamento del iteratore e viene incorporato nei dati insieme con il resto del messaggio. Alterando il seme, outguess tenta di trovare una sequenza di bit che minimizza il numero di variazioni dei dati che devono essere effettuate.

Inoltre, permette di indovinare il nascondiglio di due messaggi distinti nei dati, fornendo così un plausibile livello di sicurezza. Si registra i bit che sono stati modificati in precedenza e li blocca.

Nascondere testo in immagini:
Per nascondere:
outguess -k "miapassword" -d testo.txt immagine.jpg output.jpg
Per leggere:
outguess -k "miapassword" -r output.jpg decifrato.txt

Recupero dei dati

È possibile recuperare i dati da un’immagine nel seguente modo:

outguess -k "miapassword" -r myoutput.jpg mysecret.txt

Reading out.jpg….
Extracting usable bits: 43283 bits
Steg retrieve: seed: 198, len: 141

Steg
Vuoi un software facile da usare, ma che non consente di sapere che cosa sta facendo esattamente? Allora vi consiglio di provare ad usare Steg ,un ottimo programma anche se closed source !

Steg è un software cross-platform e portatile, scritto in C ++. Utilizza tecniche di steganografia e crittografia per nascondere le informazioni all’interno di immagini compressi e non compressi. I formati di immagine supportati sono JPEG (JPG), TIFF, PNG, BMP . Con la sua semplice interfaccia grafica è possibile regolare i parametri della steganografia, valutare le immagini artefatte e usare sia la crittografia a chiave simmetrica che a chiave asimmetrica. Dati arbitrari possono essere nascosti in un file archivio compresso ed è anche possibile aggiungere un commento di testo.

Steg gira su GNU/Linux, Microsoft Windows e Apple Mac OS X, e si può scaricare direttamente dal sito ufficiale .

Il fatto di avere una interfaccia grafica e di poter supportare molti più formati dei programmi precedenti rende questo software molto più user friendly degli altri, che lavorano solo a riga di comando.

OpenPuff
OpenPuff è un software freeware sviluppato e distribuito da un programmatore italiano che, tra l’altro, ne fornisce anche il codice sorgente. L’autore Cosimo Oliboni presenta la sua applicazione utilizzando lo slogan “yet not another steganography software“, a rimarcare il fatto che OpenPuff contiene una serie di funzionalità “esclusive” che lo distinguono dai tanti programmi steganografici disponibili in Rete.

OpenPuff, innanzi tutto, è compatibile con tutte le versioni di Windows, non necessita di un account dotato di diritti amministrativi per essere avviato (non provoca neppure la comparsa degli avvisi di UAC) ed è portabile. A tal proposito, va sottolineato che dopo aver estratto il contenuto dell’archivio compresso di OpenPuff e fatto doppio clic sul suo eseguibile, il programma si avvierà immediatamente senza aggiungere alcun tipo di informazione nel registro di Windows ed astenendosi dal creare o modificare qualunque file sul disco fisso. Il software provvede ad acquisire i file indicati dall’utente, li cifra utilizzando uno degli algoritmi supportati quindi ne salva una o più porzioni in più file di vario genere (BMP, JPG, PNG, MP3, WAV, MP4, MPG, FLV, SWF, PDF,…). Questi ultimi vengono definiti “carrier files” dal momento che sono utilizzati come “contenitori” per il trasporto delle informazioni sensibili.

Anche l’uso di OpenPuff, come per Steg, e’ completamente grafico quindi sara’ di sicuro conforto per chi non e’ pratico di terminali e righe di comando. Il tool e’ sicuramente da provare quindi fateci un giro.