WARP la VPN di Cloudflare per il Mobile

Warp la VPN Mobile di Cloudflare

 

Cloudflare e’ ormai un’azienda affermata, tanto quanto Akamai o Amazon…..; in pratica CloudFlare è un sistema di reverse proxy con funzioni di CDN (Content Delivery Network), è dunque un servizio che si interpone tra il server dove viene ospitato il tuo sito ed i tuoi visitatori, svolgendo anche funzioni di caching, velocizzando cosi ulteriormente le performance del tuo sito.
Ma non si limita alla distribuzione dei contenuti statici (come potrebbe fare una normale CDN), infatti offre numerose funzionalità per aumentare la sicurezza, ottimizzare i siti, velocizzare le risoluzioni dei DNS e proteggerti dagli attacchi DDOS.

Ad oggi, con oltre il 39% dei domini DNS gestiti, Cloudflare gestisce una delle più grandi e autorevoli reti DNS al mondo, non a caso Cloudflare ha sviluppato un servizio di risoluzione “DNS Resolver” ad hoc (il famoso IP 1.1.1.1) che nulla ha da invidiare a quello di Google o di OpenDNS.

Non pago, Cloudflare, dopo aver lanciato il suo DNS Resolver 1.1.1.1, si è focalizzata nello sviluppo di soluzioni consumer per migliorare la privacy e la sicurezza per la navigazione sul web, infatti e’ notizia recente che 1.1.1.1 DNS è solo un tassello di una strategia ben più vasta di Cloudflare, e proprio in questi giorni infatti l’azienda ha lanciato il suo nuovo servizio VPN, chiamato WARP, pensato appositamente per gli utenti mobile.

Possiamo affermare in tutta tranquillita’ che oggi, gran parte degli utenti di Internet utilizza uno smartphone per interfacciarsi con la Rete. Tuttavia i protocolli Internet, come ad esempio il TCP, sono stati progettati in modo specifico per delle reti wired (rete standard cablata LAN) quindi non riescono ad offrire le medesime performance con le grandi reti wireless.

E’ per questo motivo che il team di Cloudflare ha sviluppato un servizio VPN ottimizzato per i dispositivi che sfruttano unicamente le reti wireless, come appunto gli smartphone. Warp è stato creato basandosi sul protocollo UDP (User Datagram Protocol) e su WireGuard, che e’ il successore di OpenVPN (ne parleremo nel prossimo articolo).

Le caratteristiche del protocollo UDP sono le seguenti:

  • E’ un protocollo non orientato alla connessione, utilizzato quando l’affidabilità, il cui controllo viene richiesto ai protocolli applicativi che ne fanno uso, non è il target primario.

Ma se per il protocollo UDP l’affidabilita’ non e’ il target primario, perche’ e’ stato scelto proprio questo protocollo, rispetto al TCP ??

Perché UDP

Come appena spiegato, a differenza del TCP, UDP ha la caratteristica di essere ” connection less “, inoltre non si occupa di gestire il riordinamento dei pacchetti né la ritrasmissione di quelli persi.

Per tali motivi solitamente è considerato meno affidabile di TCP, tuttavia UDP è molto rapido nelle sue operazioni, visto che non presenta latenza per il riordino e la ritrasmissione. Quindi risulta essere molto efficiente quando implementato, ad esempio, nei sistemi VOIP.

Perché WireGuard

WireGuard e un protocollo che implementa una virtual private network per creare connessioni sicure Point-to-Point in configurazione routed o bridged. Inoltre viene eseguito come modulo nel kernel Linux ed in certi contesti permette di avere prestazioni migliori rispetto ad altri protocolli simili come i ben piu’ conosciuti IPsec o OpenVPN.

WireGuard utilizza alcune specifiche tecnologie per la gestione della criptografia come, Curve25519 per lo scambio chiavi, ChaCha20 e Poly1305 per l’autenticazione e BLAKE2s per l’hashing. Queste permettono a WireGuard di impattare in modo molto contenuto sui consumi energetici e di rete dei dispositivi mobile.

Perche’ WARP

Perche’ Warp, non solo permette di ottenere buone performance con gli smartphone, ma offre anche tutte le features di privacy e sicurezza disponibili con il servizio DNS Resolver 1.1.1.1.

Dopo i tanti scandali sulla privacy, possiamo aggiungere con un certo piacere che, tra le caratteristiche di Warp c’e’ quella di non salvare i log di navigazione degli utenti, poiche’ il suo modello di business non è incentrato sulla vendita di dati a società terze, prova ne e’ che non è nemmeno necessario inserire i propri dati personali per utilizzare l’applicazione associata.

Attualmente Warp è gratuito anche se il team di Cloudflare è al lavoro per realizzare anche un servizio premium chiamato Warp+, basato sul virtual private backbone dell’azienda californiana e sulla tecnologia Argo.

CITRIX databreach – Rubati 6 Terabyte di dati

Citrix databreach 6 Terabyte rubati

CyberWar, questo potrebbe essere il titolo di meta’ delle notizie che hanno a che fare con attacchi informatici di ogni genere, sia che siano diretti ad enti governativi o di Inteligence o che vadano a colpire grandi aziende.
Questo perche’ la CyberSecurity passa prima di tutto dalle aziende responsabili della creazione e dello sviluppo delle piattaforme informatiche/web che sempre piu’ quotidianemente usiamo ed useremo.

Pensando ai danni che potranno accadere con lo sviluppo delle tecnologie IoT, se non verranno ben gestite, il futuro digitale sembra vivere un momento di forte confusione. Ma veniamo alla notizia di qualche giorno fa.

L’attacco questa volte e’ avvenuto ai danni di Citrix, ed e’ di nuovo allarme sicurezza a livello mondiale, poiche’ questa volta la vittima è una di quelle aziende popolari, cosi come Facebook o Amazon, in quanto Citrix  e’ un’ azienda d’importanza e di forte impatto nel mercato delle soluzioni per la virtualizzazione desktop e server.

L’attacco e’ cosi importante, non soltanto per la quantita’ di dati sottratti, ma perche’ molti, o la stragrande maggioranza di essi, sono documenti tecnici di progettazione, che potrebbero quindi essere usati per accedere ai sistemi dei clienti che utilizzano le piattaforme Citrix. Tanto importante, dicevamo, che a gestire le indagini e’ intervenuta direttamente l’FBI, cosi come riportato anche in un’articolo di Forbes:
Why The Citrix Breach Matters And What To Do Next

Citrix ha immediatamente dichiarato di essere al lavoro per far rientrare l’allarme, ed ha aperto un’indagine interna, di tipo forense, per poter capire cosa e come sia successo.

Di per se a noi che non siamo direttamente coinvolti poco importa il COME, anche se lascia comunque basiti del fatto che, in pratica, non esiste alcune azienda che non sia attaccabile, sembra soltanto che sia piu’ una questione di tempo, di QUANDO questo succedera’.

In questo specifico caso, sembra che gli attaccanti avrebbero usato una tattica chiamata “password spraying”, in cui vengono sfruttate le password deboli per ottenere accesso al sistema, anche se limitato, per poi, successivamente, trovare il modo per aggirare i sistemi di sicurezza e fare escalation sul sistema vittima.

Quello che vorrei evidenziare, piu’ dell’attacco in se e piu’ ancora dell’azienda che e’ stata vittima, e’ che oggi giorno dovremmo tutti capire che Internet ( ossia il luogo in cui tutti noi ci scambiamo informazioni lavorative e/o personali ) e’ visto dagli altri “competitor” come un vero e proprio campo di battaglia, questo perche’ “la Rete” si e’ trasformata nel “Quinto Dominio Militare”, infatti il Cyberspazio è oramai da considerarsi la nuova frontiera della Guerra tra stati, un dominio in carenza di regolamentazione, dove i danni collaterali (le vittime ignare) siamo noi.

Consiglio a tutti la visione e l’ascolto di questo ottimo video che s’intitola per l’appunto GUERRA DIGITALE
con Matteo Flora & Stefano Mele.

La Russia si disconnette da Internet

URSS_disconnect_internet

La Russia di disconnette da Internet

Negli ultimissimi giorni, campeggia su molte testate occidentali (quali webnews, wired….) la notizia per cui la Russia si starebbe preparando ad affrontare un “test” molto particolare, soprattutto in questa era di Internet mondiale, secondo cui dovrebbero “disconnettere l’intera nazione da Internet” cosi da poter verificare la loro “capacita’ di rispondere ad un’eventuale attacco cyber” , testando al tempo stesso l’autonomia e la sicurezza della loro rete interna (Runet).

A riportare questa notizia e’ stato un’articolo comparso sul sito dell’agenzia di stampa russa RBK .

Questa idea, nata gia nel 2017, e’ scaturita in una proposta di legge presentata a fine 2018, che ha come scopo quello di creare misure protettive per lo spazio internet russo entro il 2020.

L’attuazione di questo progetto di legge potrebbe cambiare radicalmente il sistema di organizzazione dello scambio di traffico internet del paese, in quanto sarà il servizio federale per la supervisione delle comunicazioni  (Roskomnadzor) a decretare in quali punti di scambio esso dovrà passare e come dovra’ essere gestito.

Per la messa in opera, in tempi brevi, di questo progetto anche il governo russo ha dovuto aggiungere alcune modifiche al decreto di legge, tra le quali , l’accettazione da parte del governo russo di coprire i costi che gli ISP dovranno sostenere per aggiornare tutte le infrastrutture ed installare i nuovi server.

A guidare questo gruppo di lavoro, secondo quanto riferiscono i media russi, c’è Natalya Kaspersky, direttrice della società di sicurezza informatica russa Info Watch e cofondatrice di Kaspersky Lab.

La disconnessione dal resto del mondo, si apprende da alcune fonti russe, dovrebbe avvenire attorno ad aprile 2019, anche se non è stata ancora comunicata la data ufficiale, ma se il test dovesse dare i risultati auspicati dalle autorità russe, il Governo di Mosca darà continuità al progetto, sino ad arrivare all’obiettivo finale di “autodeterminazione” della Rete.

Il governo ha anche affermato che, secondo una loro previsione, entro il 2020 il 95% del traffico Internet generato in Russia sarà instradato attraverso server locali e non uscirà mai al di fuori dei confini della confederazione di stati.

Il costo previsto per l’intera operazione è di oltre 20 miliardi di rubli (circa 27 miliardi di euro). L’obiettivo finale è di sviluppare un controllo del traffico web, sulla falsa riga del sistema di censura “Great Firewall” della Cina.

In ultima analisi si potrebbe intravedere in questo test, una possibile risposta alle accuse mosse alla Russia da parte della NATO di essere una delle responsabili degli attacchi alla cyber sicurezza di altre nazioni, e un modo per avvicinarsi alla “sovranità delle rete” cinese che rientra in quella comunione di intenti stretta nel 2016 tra Vladimir Putin e Xi Jinping, segretario generale del Partito Comunista Cinese, quando le due potenze mondiali siglarono un accordo sullo sviluppo dell’informazione nei rispettivi Paesi.

#WarGames

Chinese Big Brother

Chinese Big Brother

Chinese Big Brother, non stiamo parlando della versione Cinese del format TV del Grande Fratello, ma bensi del prossimo futuro che, in Cina, e’ gia semplicemente il Presente.

Cerchiamo di spiegarci meglio, tutti ormai siamo a conoscenza del “grande firewall” che protegge la nazione, cosi come ai suo tempi faceva la Grande Muraglia, oggi per il governo cinese i pericoli non arrivano piu’ dalle steppe Mongole ma dai pericoli di Internet, ma la gestione di una societa’ cosi complessa che comprende circa 1,5 Mld di persone (circa un quinto della popolazione mondiale) non e’ sicuramente semplice. Fatto sta che le liberta’ individuali sono sempre piu’ messe in disparte per quello che dovrebbe essere “il bene comune”.

A fronte di questo diktat la Cina ha gia da tempo implementato un sistema di sorveglianza globale, che si estende su tutte le sue citta’ principali che fa quasi rabbrividire.

Nella pratica, ogni singola persona e’ controllata, monitorata e seguita da migliaia di telecamere, che non lasciano scoperto nessun angolo della citta’; questo potreste giustamente dire, esiste anche in altre citta’ occidentali, da Londra ad altre citta’ americane, quello in cui i cinesi sono andati gia oltre e’ che, all’osservazione dei propri cittadini e’ stato aggiunto un sistema di RATING, ossia una sorta di punteggio/giudizio sulla civilta’ del singolo cittadino, sulla base del quale verranno EROGATI o PROIBITI determinati servizi.

Facciamo un esempio:

  1.  Compri troppi alcolici/birre !? non ti sara’ permesso di concorrere per certe cariche di responsabilita’ al lavorative o in politica;
  2. Vieni sorpreso senza biglietto su un mezzo pubblico !? Lo stato ti vietera’ di poter comprare i biglietti per la metro, il treno…etc e la tua foto campeggera’ su di un mega schermo all’entrata ed all’interno delle fermate;
  3. Salti il pagamento di una rata !? Lo stato ti precludera’ di poter avere finanziamenti o di usare carte di credito etc;

Insomma la vita di ogni persona viene passata al setaccio e “giudicata” attraverso ogni singolo istante di registrazione, nessuno sbaglio sara’ accettato o compreso, e la vita quotidiana si trasforma cosi in una sorta di accumulo di punti, in positivo o in negativo.

Un’ incubo del genere viene ben descritto nell’episodio Nosedive, della serie TV Black Mirror , ma pensare che da qualche parte nel mondo tutto cio sia la realta’, sconvolge.

Chi stesse pensando che almeno i personaggi famosi (i VIP) possono scamparla, si sbagliano, un’ esempio su tutti e’ quello capitato alla famosa imprenditrice cinese Dong Mingzhu  , la quale e’ stata messa alla gogna mediatica, ed additata pubblicamente sui cartelloni interattivi della citta’ di Zhejiang , alla stregua di un delinquente. Il suo errore? Aveva attraversato la strada, fuori dalle strisce pedonali.

La cosa “buffa” fu scoprire successivamente, che la donna neppure si trovava in quella zona della citta’, ma un’ errore di riconoscimento delle telecamere, che avevano inquadrato il viso della donna che compariva sul cartello pubblicitario di un Bus ha fatto scattare la sanzione. Ovviamente questo errore fa subito capire quanto delicato sia un sistema del genere e se tutto cio ci sta spingendo verso qualcosa di ancora piu’ estremo come il “sistema di precognizione” del crimine mostrato nel film Minority Report del 2002.

5G vantaggi e pericoli

Mobile internet and hacking concept with 5G

E’ ormai un’argomento caldo quello del 5G, e quasi sicuramente, nell’immaginario collettivo si tratta di un’ altro potenziamento per la rete mobile che ci dovrebbe permettere di scaricare video, documenti e musica più velocemente sui nuovi smartphone.

Ma se così non fosse???.

Ad un’analisi piu’ attenta dobbiamo meglio specificare che il 5G non serve realmente agli smartphone. Certo, verrà usata anche come infrastruttura per la comunicazione mobile al posto del 3G e in parte del 4G, ma il vero punto della questione è altrove. La forza di questa nuova implementazione avra’ altre caratteristiche in quanto, mentre il 3G e il 4G sono le tecnologie che ci hanno portato Internet sui nostri smartphone, creando per la prima volta una connessione tra gli uomini e la Rete, in qualsiasi momento H24, il 5G è pensato invece per connettere le macchine ad Internet.

Con l’avvento del 5G, la rete mobile avrà la potenza per gestire milioni di piccoli dispositivi (IoT),  sempre connessi,  che genereranno una ulteriore mole di dati che andranno anch’essi trasferiti a centrali di analisi nel cloud. Non è un caso che le sperimentazioni attualmente in progetto siano proprio improntati nel rendere hi-tech le attività industriali molto complesse.

Ma le grandi promesse dell’avvento del 5G sono accompagnate anche da grandi sfide. La piu’ grande tra le promesse fatte dal 5G e’ quella di poter rendere tutto super-connesso, aumentando le prestazioni, i rendimenti ed il controllo; tutto bello ed interessante ma esponenzialmente piu’ pericoloso dal punto di vista di possibili attacchi hacking.

Attacchi, fraudolenti, compiuti tramite “malware” o “ransomware” di ogni tipologia ormai non si contano e riempiono le pagine delle cronache di citta’ di tutto il mondo, si va da intere amministrazioni cittadine bloccate con richiesta di riscatto, porti o aeroporti, ospedali etc…. tutti fatti accaduti negli ultimi due anni in citta’ importanti americane come europee ed i danni sono incalcolabili, sia per gli affari che per la sicurezza delle persone.

Immaginatevi un’ ospedale bloccato, con strumentazioni per esami clinici di ogni tipo fermi e, cartelle cliniche impossibili da aprire perche’ digitali e quindi crittografate del ransomware, etc… etc…., peggio di un film di Hitchcock.

Tutto questo perche’ mettere online tutte le funzioni chiave di una struttura significa dover trovare un modo per proteggerle sia da chi vuole prenderne il controllo, sia da chi vuole semplicemente bloccarle.

Vi ricordate quel caso del pilota della Germanwings che fece schiantare l’aereo? Dopo quel tragico evento qualcuno ipotizzo’ di mettere su ogni aereo un sistema di controllo da terra che potesse permettere di prendere il totale controllo di un aereo per farlo atterrare in sicurezza. Certo l’intento e’ piu’ che giusto, ma il problema sarebbe dover garantire al 100% che nessuno possa inserirsi in un sistema del genere per, invece, creare incidenti disastrosi o minacciarli in cambio di denaro. Ve lo immaginate essere su un’aereo che non puo’ atterrare perche’ gestito da terra da qualche criminale che aspetta di essere pagato, con tutti i passeggeri in ostaggio ed il pilota tagliato fuori da ogni possibilita’ di controllo?? Beh un vero e proprio incubo.

Purtroppo, la messa in sicurezza non è semplice e, nonostante il fatto che con l’arrivo del 5G ci si dovrebbe poter liberare di alcuni vecchissimi sistemi come l’ SS7, una tecnologia usata da 40 anni dagli operatori per gestire la sicurezza delle connessioni ma che non usava la crittografia o ancora il seppur piu’ moderno Diameter, che non sembra essere all’altezza del compito, non basteranno, per lo meno nell’immediato, a garantire completamente l’alto tasso di sicurezza che servira’ per tenere al sicuro i dati di societa’, enti e privati (pensate alle case domotiche).

Molti esperti hanno pubblicato test e studi, lamentando di come si stia dando troppo valore alla gestione di questi dati ed alla loro sicurezza semplicemente perche’ saranno crittografati, ma anche la crittografia ha mostrato molte lacune, e sono moltissimi gli eventi negativi che impattano su errori di programmazione e/o l’implementazione dell’uso di sistemi crittografati in ogni ambito, commerciale e non.

Si spera che per quando il 5G sarà una realtà affermata, le cose saranno state implementate a dovere.

Ma la sicurezza informatica non è l’unico punto critico per il 5G. Anche la semplice copertura del segnale potrebbe rappresentare per gli operatori uno scoglio importante. Infatti, le frequenze usate, sono ideali per quello che riguarda il trasferimento ad altissima velocità dei dati, ma poco adatte agli ambienti “affollati” di ostacoli come quelli cittadini. E’ proprio a causa del numero elevato di antenne che serviranno ad implementare la struttura del 5G, per coprire in maniera efficace una città, che i produttori stanno preparando sistemi che possono essere incorporati ovunque, dai lampioni alle pareti degli edifici, passando per semafori e qualsiasi altro possibile “punto di appoggio”.

Il problema della scarsa penetrazione e capacità di rimbalzo delle onde radio usate dal 5G porterà a costi molto elevati nella creazione dell’infrastruttura che dovrebbe far diventare smart le nostre città.
Gli alti costi potrebbero ulteriormente lievitare anche a causa di dispute geo-politiche come quella tra il governo statunitense e l’azienda cinese Huawei, che al momento è una delle aziende più avanti nella sperimentazione 5G e nella produzione dell’hardware necessario a implementarlo. Senza di loro, o con una forte limitazione della
loro presenza negli Stati alleati degli Stati Uniti, l’adozione del 5G sarà sicuramente rallentata.

Probabilmente si dovrebbe parlare anche dei possibili rischi inerenti alla salute nell’utilizzo delle frequenze necessarie all’uso di questa implementazione tecnologica ma qui il discorso dovra’ attendere parecchio tempo e molti studi futuri, dei quali noi saremo le cavie.

Staremo a vedere !!!