Rimuovere un pacchetto appeso

apt-getOk, oramai avete acquisito una certa confidenza con la vostra distribuzione Linux preferita, avete imparato ad utilizzare i tanti tool di gestione dei pacchetti compresa l’installazione dei nuove chiavi e source list ma, improvvisamente succede l’imprevisto ed un pacchetto che volevate disinstallre od anche solo aggiornare vi ritorna un messaggio di errore dal tipo :

” E: <nome pacchetto>: il sottoprocesso installato script di post-installation ha restituito lo stato di errore 1 ”

e, nonostante ogni tentativo provato, tra comandi di ogni sorta (apt-get purge ecc…) e pacchetti di gestione (es. synaptic) , nulla funziona.

che cosa fare adesso ??? come togliersi da questo impiccio ???

Bene, una soluzione esiste ed anche piuttosto semplice, bastera’ seguire questi pochi passi :

  • spostarsi nella directory /var/lib/dpkg/info/   # e’ qui che trovate tutti ipacchetti installati
  • cercate il nome del vostro pacchetto con estensione .postrm (es. <nome_pacchetto.postrm>
  • editatelo e, scrivete exit 0 nella seconda riga del file dopo #!/bin/sh
  • ultima operazione # apt-get remove <nome_pacchetto>

….. salvo strani inconvenienti dovreste aver cancellato il pacchetto incriminato.

Buon lavoro !

Postgrey e le Greylist alleati per la lotta allo spam

postgreyLa posta indesiderata è un vero flagello per tutti, peggio ancora lo e’ per le aziende. Adesso, però esiste una nuova arma.

Nonostante la raffinatezza e l’efficacia raggiunte da numerosi sistemi antispam, sempre più spesso questi strumenti si rivelano insufficienti per risolvere il problema della posta indesiderata. I disagi provocati dall’attacco di uno “spammer” riguardano tutti, senza alcuna differenza di sorta, ma assumono proporzioni esagerate in ambito aziendale. Per provare a risolvere il problema ci viene incontro un nuovo strumento, le cosiddette Grey-List. Vediamo di cosa si tratta e come usarle per arginare il fenomeno spam.

Il concetto delle Greylist

Le greylist basano il loro funzionamento sul fatto che la maggior parte degli spammer provano l’invio di un messaggio una volta sola e, in caso di errore, non eseguono le richieste di rinvio del messaggio previste dal protocollo SMTP, in quanto, così facendo, le code di invio delle e-mail crescerebbero a dismisura. Sfruttando questo comportamento, quando un server dotato di greylist riceve un messaggio, per prima cosa controlla se in passato ha già ricevuto dall’indirizzo IP del server corrispondente e dal mittente indicato un’e-mail per il destinatario richiesto. Se il controllo riscontra uno dei valori appena indicati  il server interrompe il collegamento e genera un errore che causa la richiesta di ritrasmissione del messaggio, mentre in caso negativo l’e-mail viene inoltrata normalmente al destinatario. In caso di collegamento interrotto, i server “mittente” correttamente configurati, ritentano l’invio del messaggio (in genere dopo un’attesa di 10 minuti). Questo comporta un ritardo nella consegna del messaggio dell’ordine di qualche decina di minuti solo per il primo messaggio proveniente da un determinato mittente, esclusi quelli in arrivo da alcuni domini di uso abituale che sono già approvati all’interno delle greylist, mentre i messaggi successivi non subiranno alcun ritardo.

Postgrey

In questa piccola guida parleremo di postgrey, un’ implementazione delle greylist per postfix (ma può essere usata con un qualsiasi altro server di posta).

Per installarlo è sufficiente eseguire il comando

# apt-get install postgrey

una volta terminata l’installazione, il demone postgrey sarà in ascolto sulla porta 60000.

Postfix

Per integrare il servizio in Postfix è sufficiente modificare il file /etc/postfix/main.cf. All’interno del file è necessario cercare la direttiva smtpd_recipient_restrictions ed aggiungere, alla fine, la seguente stringa:

check_policy_service inet:127.0.0.1:60000

Nota:
le varie voci relative a smtpd_recipient_restrictions dovranno essere separate da una virgola, e se smtpd_recipient_restrictions non dovesse esistere, sarà necessario aggiungerla nel seguente modo:

smtpd_recipient_restrictions = check_policy_service inet:127.0.0.1:60000

Una volta terminato sara’ sufficiente riavviare Postfix:

# /etc/init.d/postfix restart

e controllare nel file di log /var/log/mail.log le email in arrivo. Si vedrà che alcune verranno rifiutate con un messaggio di postgrey.

Postgrey configurazione

La configurazione di postgrey è modificabile tramite tre file:

1) /etc/defaults/postgrey # che permette la modifica delle opzioni di avvio del demone:

--inet 
permette di specificare l’indirizzo e la porta su cui sarà in ascolto il demone;
--delay 
l’intervallo, in secondi, di durata del rigetto;
--max-age 
dopo quanto tempo rimuovere gli indirizzi che sono stati visti (memoria storica del programma).

Le opzioni vanno inserite nella variabile POSTGREY_OPTS, separate da uno spazio.

2) whitelist_clients

Contiene una lista dei domini da cui greylist non bloccherà la posta.

3) whitelist_recipients 

Contiene una lista di destinatari verso cui non bloccare la posta (ad esempio il postmaster oppure abuse). Normalmente non richiede modifiche.

Conclusione

Sebbene questo sistema sia veramente molto semplice, è in grado di bloccare una buona quantità di spam.

Inoltre, cosa da tenere molto in considerazione, questo è un metodo che difficilmente genera dei falsi positivi (in quanto la risposta del server mail corrisponde ad un “ripassa più tardi”) e non aumenta di molto il carico del sistema.

 

Proxmox Virtual Environment

 

 

logo_proxmoxProxmox VE è un software open source, ottimizzato per le prestazioni e l’usabilità a cui viene aggiunta´ anche la massima flessibilità, grazie alla possibilita` di utilizzo di ben due tecnologie di virtualizzazione – KVM (per la Full Virtualization) e OpenVZ (per la Paravirtualization).

Proxmox VE si basa su Debian 5 e non necessita di particolari prerequisiti software. Dal punto di vista hardware richiede i 64 Bit e c’è una ampia lista di hardware ufficialmente supportato.

Con Proxmox VE possiamo migrare phisical machine (PM) su virtual machine (VM) oppure VM su altre VM, possiamo inoltre aggiungere degli storage e gestire il backup delle macchine virtuali. Il Cluster di Proxmox VE ci permette anche di migrare VM tra nodi e di amministrare da un’unica console centrale i vari nodi e, le VM distribuite nei vari nodi.

New Virtual Environment 3.3

Il 15 Settembre 2014 Proxmox Server Solutions ha annunciato l’uscita  della versione 3.3 di Proxmox Virtual Environment (VE).
Questa versione e` molto interessante poiche’ aggiunge diverse novita’ , in particolare questa versione ha come focus la sicurezza dell’infrastruttura virtuale, e introduce tra le altre cose il Proxmox Ve Firewall e la doppia autenticazione (two-factor authentication).
E’ stata  implementata inoltre una console in HTML5, un plug-in per lo storage ZFS e un’interfaccia ottimizzata per l’utilizzo con il mobile, ovvero la Mobile touch interface.

Ma vediamo nel dettaglio in cosa consistono le principali novità:

Proxmox VE Firewall
E’ stato progettato per proteggere l’ infrastruttura IT, ed è completamente integrato nell’interfaccia web, permettendo cosi’ all’utente di creare regole per gli host, i cluster e le singole macchine virtuali e containers.  Per semplificare la gestione sono state introdotte macro, security groups, settaggi per IP e aliases.
La configurazione del firewall viene salvata a livello di cluster e le regole sono valide e applicate per tutti i nodi che compongono il cluster, permettendo l’isolamento completo  delle singole macchine virtuali.
Questo fa si che, al contrario delle soluzioni firewall centralizzate, Proxmox VE Firewall è un po’ piu’ dispendioso in termini di banda ma evita allo stesso tempo i single point of failure.

Two-factor authentication
Questa nuova feature aggiunge un’ ulteriore livello di sicurezza, introducendo una seconda fase di autenticazione per l’accesso all’interfaccia web amministrativa di Proxmox VE.
In aggiunta all’ inserimento del classico nome utente / password, viene utilizzata una one-time password (OTP) che sarà richiesta per ogni nuova sessione di login. Una volta generata rimarrà valida per 30 min (valore di default, modificabile a piacimento).

HTML5 Console 
E’ la nuova console di default di Proxmox VE, multi piattaforma (Windows/Linux/Osx), utilizzabile anche su piattaforme mobile e, sostituisce l’installazione del plug-in Java e dello Spice viewer.

Proxmox
VE mobile

E’ una interfaccia touch progettata specificamente per l’uso su dispositivi mobili (cellulari e tablet). E ‘ un app realizzata in HTML5 (sviluppato con Sencha touch) e funziona su qualsiasi cellulare con un browser moderno.
Comprende molte funzionalità necessarie all’amministratore per la gestione da remoto dell’infrastruttura virtuale, compresa la console SPICE (Software per la gestione della connessione alla console della macchina virtuale), ma non è sostitutiva dell
a full admin console stessa.
Proxmox VE Mobile supporta anche la two-factor authentication con Yubykey con protocollo NFC.
Nota : per tutti coloro che fossero gia in possesso della versione 3.2 l’upgrade alla 3.3 si effettua con due semplici comandi :
NB : ( prima di aggiornare un host spegnere o migare tutte le vm/containers)

~root # apt-get update
~root # apt-get dist-upgrade

 

Se l’articolo ha stuzzicato la vostra curiosita’ e volete saperne ancora di piu’ potete visionare questo Video che illustra tutte le novita’ di cui sopra:

Proxmox VE Video

Come accedere ai siti oscurati

zenmanUn po’ piu’ liberi con ZenaMate

Il concetto alla base di tutto e’ che Internet e’ considerato un diritto dei cittadini, questo e’ ormai assodato in quasi tutte le nazioni avanzate, tanto che persino in Italia, che come sempre arriva lunga su ogni questione, stanno lavorando alla prima bozza della Dichiarazione dei Diritti in Internet (PDF) .

Ok, tutto bello, peccato pero’ che quando ci giri su Internet ti accorgi che i tuoi diritti di cittadino sbattono, cosi’ come nel mondo reale, contro gl’interessi delle multinazionali.
Facciamo un esempio, a volte capita di navigare su youtube e trovi il video dell’artista di tuo piacimento, clicchi speranzoso di poter visionare quel video ed invece ti viene mostrata una faccina triste che ti dice che “quel contenuto non e’ visibile dal tuo paese”…..   COOOOSAAAAAA ????????

Tutto ruota dietro ai diritti d’autore ed alle royalty dello show business, questo perche’ in molte (non in tutte) nazioni esistono enti quali la SIAE in Italia o la GEMA in Germania che richiedono il pagamento di dazi, assurdi, per la visione di video, e non solo come potreste pensare quelli nuovi in classifica ma di qualunque eta’ essi abbiano.

Questo a mio parere lede qualunque tipo di diritto del cittadino ad usare il mezzo Internet.

A fronte di questo negli anni si sono escogitati sistemi di vario genere per bypassare queste situazioni ed altre, relative a siti oscurati, come fu per “The Pirate Bay” ecc….., ma molto spesso questi richiedono una conoscenza informatica che non e’ spesso presente per ogni singolo utilizzatore.

Oggi esiste pero’ tra le tante soluzioni anche quella offerta da un’azienda anglo/tedesca che ha sviluppato un’applicazione facilissima da installare, come estensione, per qualunque browser (Chrome, Firefox, Opera, Android, Safari…) e che permette con un semplice click di oltrepassare quel tipo di barriere poste in essere per giochi di potere ed economici, il suo nome e’
ZenMate.

ZenMate permette di creare una rete VPN direttamente dal browser per riuscire ad accedere a qualsiasi sito, sia a siti con limitazioni geografiche, sia a siti bloccati sul pc dell’ufficio o della scuola.

La cosa veramente interessante è che ZenMate può assegnare un indirizzo ad ogni “scheda” del browser, per ad esempio accedere ad un sito camuffandosi da utente che si collega dagli Stati Uniti ed ad un altro da utente di un Paese europeo e cosi via.

Caratteristiche:
-Accedere a qualsiasi sito web da qualsiasi luogo
-Crittografare il traffico del browser per una maggiore privacy
-Accedere a siti dal pc del posto di lavoro o della scuola senza restrizioni
-Accelera la connessione a Internet
-Si installa in 1 click!

In questo esempio vedremo l’installazione su Chrome, ricordo anche che con ZenMate non dovrete modificare i DNS o comprare servizi che vi permettano di bypassare il problema.

Come funziona:

1) Avete bisogno del browser chrome.

2) Installate questa estensione.

3) Una volta installato il pacchetto, si aprirà una pagina, qui dovrete inserire la vostra mail e successivamente cliccare su Get secured now.

4) A questo punto, il simbolo di ZenMate diventerà verde e potrete navigare nei siti che prima erano oscurati.

Vi ritroverete cosi con il simbolo dello scudo di ZenMate di fianco alla Barra degli indirizzi di Chrome, cosi da poterla tenere sotto controllo ed utilizzarla al meglio, infatti qualora capitasse che anche cosi incappaste in un rifiuto potete cliccare sullo scudo attivando l’interfaccia di gestione e, nalla parte in basso a sinistra , noterete la voce “Change Location”, al suo interno vi vengono mostrate 6 nazioni diverse da scegliere per far si che il vostro traffico venga reindirizzato su IP che probabilmente non risultano nelle BlackList.

Per fare il test, potete utilizzare questa lista dei siti bloccati in italia.

Zenfeed il tuo prossimo RSS

ZenfeedLa chiusura di Google Reader, nel 2013, ha lasciato scoperto un campo in cui diverse start-up hanno spostato la loro attenzione creando cosi’ le  alternative tra gli aggregatori di feed news RSS.

Tra questi sicuramente spicca Zenfeed, un RSS Reader nato in Puglia anche grazie al supporto di The Hub Bari. Zenfeed è una soluzione avanzata ed  utile per esplorare e filtrare le news in base alle attività che si compiono solitamente sui social network.

 

L’azienda e’ guidata da Giuseppe Silvano, CEO e fondatore della Start Up.

Il progetto e’ stato presentato allo “Startup Weekend” di Bari nel settembre del 2012. Proprio lì , si è classificata al primo posto della competizione.

Zenfeed e’ il news reader intelligente che conosce gli interessi dell’utente, in quanto permette di ricevere tutte le news dei tuoi siti preferiti in un’unica interfaccia e, grazie ai suoi algoritmi semantici, è in grado di leggere le tue news ed ordinarle per importanza, automaticamente, secondo i tuoi interessi. Così anche se segui centinaia di siti e ti arrivano un mare di news, con Zenfeed hai sempre la certezza di poter leggere le news più importanti nel tempo a tua disposizione.

Sono passati appena due anni dall’inizio del progetto (730 giorni) ed i ragazzi (eta’ media 29 anni) di Zenfeed hanno gia portato l’idea a diventare un vero e proprio business.

Insomma cos’altro aggiungere…, si chiama Zenfeed, e lo abbimao detto, e adesso lo puoi scaricare gratuitamente dall’App Store, quindi cosa aspettate ???