Mesosphere e la scalabilità dei Data Center

Mesos(sphere) Data Center scalabili

Mesos(sphere) Data Center scalabili

Mesosphere , per chi ancora non la conoscesse, è una startup con sede a San Francisco che si è concentrata sullo sviluppo di un sistema operativo per garantire la scalabilità di un Data Center attraverso il componente open source Apache Mesos, nato dalle viscere della UC Berkeley e già adottato e riadattato nell’uso da giganti del calibro di Twitter, eBay e Airbnb ed anche Apple, che ha ricostruito il progetto SIRI proprio sulla piattaforma tecnologica di Mesos.

L’obiettivo di Mesosphere è semplice, ossia rendere Mesos e le tecnologie a esso affini adatte all’uso anche nelle piccole enterprise, cioè in tutte quelle realtà che non possono permettersi un esercito di ingegneri pronti a prototipare e mettere in produzione un sistema proprietario. In questo modo, anche le piccole realtà potrebbero godere dei vantaggi di cui gode Google, tanto per citarne uno (a caso), che ha sviluppato la tecnologia proprietaria BORG, ossia un substrato software capace di orchestrare le applicazioni, suddividendone l’esecuzione fra tutte le risorse disponibili nei data center globali dell’azienda.

Per capire meglio come funziona BORG e come funziona Mesosphere, basti pensare a tutti i servizi che Google mette a disposizione della propria utenza, come Google Search, Gmail, Google Maps, YouTube e via discorrendo. Mountain View ha organizzato tutte queste applicazioni in modo che condividessero i workload fra tutte le risorse di tutti i data center della società, evitando di assemblare dei cluster separati di server per ogni servizio. [Elementi fondamentali, i workload, nella progettazione del moderno ambiente IT, infatti un buon design dei workload serve per permettere alle applicazioni di essere eseguite con maggior efficienza].

Cosi come il segreto della scalabilità dei servizi di Google sembra risiedere in BORG, Mesosphere punta alla scalabilita’ dei Data Center e, lavora per offrire un sistema operativo per Data Center anche a chi non ha le opportunità di investimento al pari di Mountain View.

Il nome di questo sistema operativo e’ DCOS, ossia Data Center Operating System, il quale è capace di astrarre CPU, memoria, storage e altre risorse computazionali dai server fisici, per riunirli in una piattaforma di gestione unica e facilmente scalabile. Secondo Mesosphere, questo sistema operativo, attualmente in fase beta, permette agli amministratori IT di scalare i cluster data center aggiungendo fino a 50 mila server.

La base del DCOS è un insieme di strumenti open source di cui molti disponibili via Apache Licenses. Questi tools giacciono su un sistema kernel distribuito, che offre le API necessarie alla gestione e all’organizzazione delle applicazioni distribuite. Fra i componenti del nuovo sistema operativo per il cloud computing ci sono un init system distribuito (Marathon), un pianificatore di attività distribuito (Chronos) e un service discovery (DNS). L’architettura supporta già ed è compatibile con Apache Spark, Apache Cassandra, Kafka, Hadoop, YARN, HDFS e Google Kubernetes.

La flessibilità del nuovo sistema operativo di Mesosphere è comprovatadalla capacità di supportare tutte le versioni Linux più recenti delle distribuzioni CoreOS, CentOS, Ubuntu e Red Hat e, dalla possibilita’ di poter essere eseguito su bare metal o in un ambiente di private cloud virtualizzato su alcuni dei più importanti cloud provider come AWS, Google Compute Engine, Digital Ocean, Microsoft Azure, Rackspace e VMware vCloud Air e, dal supporto ad altri strumenti di gestione data center come OpenStack, Docker, Cloud Stack e VMware vCenter Orchestrator.

La crescita di Mesosphere è garantita da una serie di finanziamenti per startup, di cui l’ultimo ricevuto è pari a 10 milioni di dollari. Il nuovo finanziamento, permetterà quindi a Mesosphere di uscire dalla fase beta e proporre DCOS in due differenti versioni, una a pagamento offerta con supporto tecnico e servizio di consulenza e una gratuita per la community.

 

#MesosilnuvoSystemperDataCeter

DMAIL – Questo messaggio si autodistruggera’

Dmail - Self Destruct E-Mail

Dmail – Self Destruct E-Mail

Per chiunque di voi sia un’appassionato di film di spionaggio la seguente frase e’ sempre stata un “must”
«Questo messaggio si autodistruggerà entro 10 minuti»
ma questa fantastica frase alla Mission Impossible era finora inapplicabile alle email che, una volta spedite, non potevano più essere richiamate.

Certo, sappiamo che Gmail ci consente di annullare l’invio di un messaggio entro 30 secondi dalla spedizione, ma il mezzo minuto messo a disposiione di certo non è sufficiente per rendersi conto di aver fatto un errore e bloccare l’inviodi quella email.

Adesso pero’ e’ arrivata Dmail, decisa a cambiare definitivamente tutto ciò che conoscevamo. In pratica si tratta di un’estensione per Chrome che è in grado di rendere illeggibile un’email precedentemente già inviata tramite Gmail, indipendentemente dal tempo trascorso dal suo invio.

Come funziona

Quando si spedisce un messaggio da Gmail utilizzando Dmail si può impostare un tempo massimo trascorso il quale il messaggio stesso diventerà illeggibile; oppure si potra’ decidere di revocare manualmente l’accesso all’email da parte del destinatario in un secondo tempo.
Tutto ciò è possibile perché Dmail crittografa l’email con un algoritmo a 256 bit prima di spedirla; il messaggio quindi viene salvato sui server di Dmail in forma crittografata e quindi illeggibile da chi non ha la chiave.

Il destinatario dell’email ricevera’ un link tramite il quale potra’ accedere al messaggio e una chiave che verra’ utilizzata automaticamente per decrittare il testo.

Se il destinatario utilizza anch’egli Dmail allora vedrà il messaggio apparire all’interno di Gmail, in maniera del tutto trasparente.

Trascorso il tempo impostato dal mittente, oppure se quest’ultimo decide di revocare l’accesso, da quel momento il destinatario non avrà più modo di leggere il messaggio.

Dmail è stato sviluppato da alcuni membri del team di Delicious e per ora funziona soltanto con Gmail; lo sviluppo è però tuttora in corso e tra gli obiettivi ci sono la compatibilità con altre piattaforme, una applicazione per iOS e una per Android, e la possibilità di cifrare anche i documenti allegati.

Alla fine, Dmail dovrebbe trasformarsi in un servizio freemium: le funzionalità di base saranno disponibili a tutti, mentre le opzioni avanzate saranno accessibili soltanto dopo il pagamento di una quota.

Installazione

L’installaione e’ davvero semplice in quanto, come abbiamo accennato si tratta di un’estensione per Gmail, dunque ci bastera’ puntare con il Browser a questo link : https://mail.delicious.com/
e selezionare in alto a destra la voce “Get the chrome extension”

Per essere sicuri che abbia funzionato potete entrare nei Settings/Extensions del Browser Chrome e verificare che, a fianco dell’icona di Dmail sia spuntata la voce Enable (attualmente la versione installabile e’ la 1.2.4).

Una volta ultimate le verifiche , collegandovi nuovamente, o effettuando nuovamente il login, alla vostra utenza di Gmail troverete, in alto di fianco al vostro nome, la voce relativa a Dmail.

Come usarlo

Per utilizzarlo, sarà sufficiente comporre un Nuovo Messaggio, attivare Dmail a fondo messaggio e impostare il Timer Destroy.

In questo modo, in caso non ci fidassimo del nostro interlocutore per quanto riguarda lo scambio di informazioni segrete e che non dovrebbero essere divulgate, non dovremmo essere più titubanti: sarà sufficiente avere Dmail attivo e impostare il Timer.

Nel momento in cui decidiamo di impostare il Timer e inviamo la mail, il nostro destinatario otterrà il messaggio da noi previsto che si autodistuggerà una volta scaduto il Timer.

Il servizio permette dunque al mittente del messaggio di posta di revocare al destinatario la possibilità di accedere allo stesso messaggio in qualsiasi momento successivo all’invio, ed inoltre è possibile impostare un timer per l’eliminazione automatica dell’email dopo un’ora, un giorno o una settimana.

La cosa più interessante è che Dmail funziona anche se il destinatario non utilizza l’estensione, questo perché il servizio non elimina i messaggi dalle caselle dei destinatari, ma cripta e decripta la posta su richiesta.

Insomma Dmail Secure and Destroy

 

#Dmailquestomessagiosiautodistruggera

Google – fai decollare le tue ricerche sul web

Google Search funzioni avanzate

Google Search funzioni avanzate

Le funzioni che non conoscevi

In un precedente post “esistono alternative a Google” abbiamo mostrato come esistano degli ottimi concorrenti al motore di ricerca per antonomasia.
Fatto rimane che tutti usiamo Google quotidianamente per cercare informazioni, consigli, news, lavoro, informazioni scientifiche, e chi più ne ha più ne metta.
Oramia, da quasi vent’anni il motore di ricerca di Mountain View rende le nostre ricerche su qualsiasi argomento infinitamente più facili e rapide, ma non tutti sanno che la barra di Google offre molte altre funzioni, oltre alla ricerca semplice, alcune davvero utilissime, per portare la vostra epserienza di “Ricerca” verso livelli mai immaginati.

PS: la cosa da tenere sempre ben presente e’ che la lingua di Google e’ l’inglese, quindi molte opzioni funzioneranno soltanto se espresse in lingua inglese.

1. ESCLUDI DALLA RICERCA
Escludi una o più parole dalla ricerca facendole precedere dal segno “-“. Una funzione utile, per esempio,

bassi elettrici -chitarre

2. RICERCA ALL’INTERNO DI UN SITO
Cerca una o più parole all’interno di un sito specifico scrivendo “site:” e l’URL del sito.

docker site:tuttiperlinux.com

3. CALCOLI
Lascia che sia Google a svolgere i calcoli al posto tuo.

50% of 3500

(premuto invio comparira’ una calcolatrice con il risultato)

4. RICERCA PER TITOLO
Scrivendo “intitle: ” prima delle parole della ricerca, compariranno come risultati solo quelli che contengono quelle parole nel titolo della pagina.

intitle: provisioning con ansible

5. DUE RICERCHE CONTEMPORANEAMENTE
Fai due ricerche contemporaneamente aggiungendo “OR” fra i termini della query.

"monster of rock" OR "wacken"

6. RICERCA PER LINK
Cerca i siti che indirizzano a un determinato sito scrivendo “link:” e la URL di quest’ultimo

link: il mondo di linux

7. CONVERTITORE
Converti in un attimo valute…

50 euros to dollars

…e unità di misura.

50 inch to cm

8. RICERCA DI CANZONI
Non ricordi il titolo di una canzone che hai sentito? Cerca le parole che hai in mente mettendo un asterisco al posto di quelle che non ti ricordi.

quelli che * pensano

9. RICERCA PER TIPO DI FILE
Cerchi un PDF o una presentazione PowerPoint su un determinato argomento? Cerca le parole chiave seguite da “filetype:” e l’estensione del file (ad esempio filetype:pdf o filetype:ppt).

virtualizzare con kvm filetype:ppt

10. VIRGOLETTE
Mettendo fra virgolette le parole della ricerca, usciranno solo i risultati che le riportano in quel preciso ordine.

"cerco un centro di gravita"

11. RICERCA PER RANGE
Due puntini di sospensione consentono di svolgere una ricerca all’interno di un range determinato, come per data o per prezzo (per esempio €100..€200).

squier jazz bass €100..€200

 

#GoogleSearchfunzioniavanzate

Rsync e la sincronizzazione dei contenuti Web

rsync aggiornamento web

Rsync aggiornamento Web

Supponiamo che ci tocchi gestire in produzione un numero X di frontend Web dietro un bilanciatore e che quindi, ad ogni nuova release, si renda necessario caricare i contenuti su ciascuno di essi (rendendo la vita difficile agli sviluppatori).

Certo il mercato e’ ricco di software di Configuration Manager, ma in questo caso ho deciso di usare come esempio l’automazione mediante l’uso di rsync, del resto non serve una Ferrari per fare la spesa. In pratica, i contenuti Web verranno caricati manualmente su un’unico frontend (che servirà da server) mentre le altre macchine fungeranno da client (ovvero aggiorneranno i loro contenuti ogni X minuti consultando direttamente la macchina server).

Configurazione della macchina server

Tale attività si articola in due fasi: la prima consiste nell’installazione e nella corretta configurazione del demone xinetd (evoluzione del celebre inetd), mentre la seconda riguarda solo ed esclusivamente rsync.

Procediamo dunque con l’installazione di xinetd:

[root@server ~]# yum install xinetd

ed impostiamo l’avvio automatico del demone in questione per i diversi runlevel:

[root@server ~]# chkconfig --levels 2345 xinetd on

Posizioniamoci nella dir /etc/xinetd.d ed apriamo in scrittura il file rsync, sostituendo la direttiva:

disable = yes

con

disable = no

In definitiva, il suddetto file, dovrà avere il seguente contenuto:

service rsync
{
        disable = no
        flags           = IPv6
        socket_type     = stream
        wait            = no
        user            = root
        server          = /usr/bin/rsync
        server_args     = --daemon
        log_on_failure  += USERID
}

Passiamo ora al secondo step relativo alla configurazione della macchina server, ovvero la creazione del file rsyncd.conf nella directory /etc:

[root@server ~]# touch /etc/rsyncd.conf

All’interno del suddetto file creeremo dei moduli ad-hoc contenenti tutte le direttive necessarie per la sincronizzazione dei contenuti tra server e client, ad esempio:

log file = /var/log/rsyncd.log
pid file = /var/run/rsyncd.pid
lock file = /var/run/rsync.lock
[images]
   path = /var/www/html/images
   uid = root
   gid = root
   read only = no
   list = yes
   host allow = 10.11.12.0/24

Salviamo il file ed avviamo xinetd:

[root@server ~]# service xinetd start

Configurazione delle macchine client

Tale configurazione consiste esclusivamente nella creazione di una entry crontab del tipo:

*/1 * * * *  root rsync -agruv root@10.11.12.1::images /var/www/html/images/

ovvero ogni minuto viene contattato il server (10.11.12.1, modulo images che punta a/var/www/html/images/) e viene sincronizzato il contenuto della Dir del client /var/www/html/images/.

Bene, l’aggiornamento e’ servito!

#RsyncSincronizzazione#AmbientiWeb

Crea la tua TV Online gratuitamente

La tua TV On Air con Google+

La tua TV On Air con Google+

Google+ e sei in diretta su Youtube

Molte persone non hanno ancora compreso completamente Google+ bollandolo come una copia di Facebook, e di cui non c’è alcun bisogno.
Google+ però non è soltanto un luogo online in cui condividere stati e link ma anche una potentissima applicazione per la videochat, completamente gratuita e senza limitazioni.

Questa nuova funzionalità resa disponibile su scala globale ( Denominata Hangout On Air , o videoritrovi in diretta)  potrà aprire una serie di opportunità e,  sempre di più, mettere nelle mani di chiunque gli strumenti che fino a qualche anno fa erano solo a disposizione degli “old media” , infatti sara’ possibile videochiamare i parenti tramite webcam e microfono ed anche creare videoconferenze di livello professionale, in cui più persone si vedono tra loro e comunicano insieme.

La grande novità è che, dal videoritrovo di Google+, è possibile trasmettere video in diretta pubblicamente visibili da tutto il mondo. Questo significa che la piattaforma diventa un modo per creare una vera e propria trasmissione tv online, dove chiunque, senza spendere un soldo e, solo munito di computer, webcam e microfono, può aprire un canale tv via web.

Ogni trasmissione pubblica, ed ogni videoritrovo in diretta, potra’ essere visto da tutti su Youtube, non solo dagli iscritti su Google+.

Il videoritrovo pubblico diventa quindi un canale online visibile dal vivo in diretta su Youtube, da tutti, come se fosse un normale video.

Ovviamente, essendo una novità non da poco in termini di risorse da utilizzare ed implementare, sarà resa disponibile a tutti pian piano, e magari non sarà immediatamente impeccabile: quindi, se per caso non la vedi ancora disponibile non preoccuparti, si tratta soltanto di avere un po’ di pazienza e poi potrai anche tu trasmettere i tuoi show in diretta.

Per trasmettere in diretta via internet ed essere visibile in streaming su Youtube bisogna essere maggiorenni, per potersi iscrivere, ed accedere cosi’ a Google+ , con un account Google o Gmail ed avviare un videoritrovo premendo il pulsante Evento.
Nella pagina di configurazione del videoritrovo bisognera’ impostare la visibilità pubblica, dargli un titolo, un orario e poi barrare la voce Hangouts/evento online all’interno delle OpzioniEvento/Avanzate.

Ovviamente bisognera’ anche effettuare l’accesso su Youtube (con lo stesso account Google) ed accettare i termini di utilizzo.
La prima volta, potrebbe venir richiesto di abilitare la verifica dell’account Google in due passaggi confermando il proprio numero di cellulare (cosa questa che consiglio a tutti coloro che usano Gmail o altri servizi Google per evitare furti e problemi di sicurezza).
La conferma del numero di cellulare permette anche di eliminare il limite dei video caricabili su Youtube consentendo quindi di trasmettere dal vivo senza intoppi.

Dopo l’accesso al videoritrovo pubblico, ancora non sarete online, e visibili da tutto il mondo, fino a che non avrete premuto il tasto di inizio trasmissione “Partecipa all’ Hangouts“.
Prima di trasmettere, si può sistemare l’inquadratura, l’aspetto e preparare la trasmissione tv condividendo il link per la visione sui social network, su Facebook, su Twitter o sul proprio blog, inoltre sono disponibili diverse app che aggiungono effetti od utility come fotoritocco e molto altro.

Il video diventa pubblicamente visibile, dal vivo, sul proprio canale Youtube, inoltre e’ possibile incorporare il video in una pagina web come si può fare per qualsiasi video Youtube, tramite la funzione Embed.

Quando la trasmissione sara’ iniziata, si potrà vedere quante persone stanno guardando in diretta l’evento o il videoritrovo e vedere i loro messaggi nella chat.
Inoltre, con un livello massimo di interattività, chi sta guardando può anche farsi vedere o ascoltare, come se si fosse in videoconferenza.
Quando finisce la diretta, quanto trasmesso potra’ essere registrato e ripubblicato su Youtube e su Google+ per una visione successiva.
Tutto questo è chiaramente spiegato nel video introduttivo ai Google + HangOuts on Air.

Per cercare, vedere e partecipare alle trasmissioni dal vivo, si deve andare nella sezione dei videoritrovi di Google+ (https://plus.google.com/s/is/hangouts).
Google+ diventa quindi uno dei siti per Creare online un canale Web-TV con streaming da webcam come i famosi Justin TV, UStream e LiveStreaming.

 

#GooglePlusLiveStreaming