La Pivacy dei Processi

Privacy dei Processi

Privacy dei Processi

Nella maggior parte dei sistemi GNU/Linux e’ consentito ad ogni utente di visualizzare i processi in esecuzione nel dato momento (real time) sul computer, tutti i processi…, utilizzando tool quali htop, glances etc. Questo puo’ rappresentare pero’ un problema dal punto di vista della privacy, in particolar modo li dove i pc vengono utilizzati in modalita’ multiutente (come ad esempio i server) , visto che altri utenti potrebbero sapere, senza alcuno sforzo, quali programmi stiamo eseguendo, in qualsiasi momento.

Questo comportamento del sistema per fortuna puo’ essere modificato a patto pero’ di disporre di un kernel superiore alla versione 3.2 (per sapere qual’e’ la versione attualmente installata sulla vostra macchina utilizzate il comando ” uname -a ” ). Infatti da questa versione in avanti e’ presente una specifica opzione per il comando mount, da passargli quando viene attivato il file system virtuale /proc , che agisce proprio sulla visibilita’ dei vari processi.

L’opzione in questione si chiama hide-pid (ossia nascondi il pid) e puo’ assumerre tre valori
0, 1, e 2.
Il valore 0 imposta il comportamento normale di visualizzazione senza limiti,
Il valore 1 rende impossibile l’accesso alle cartelle dei processi che non appartengono all’utente attualmente utilizzato,
Il valore 2 definisce invece il livello piu’ restrittivo, quindi le cartelle dei processi altrui verranno nascoste e non si potra’ quindi ne accedervi, ne sapere nulla del loro contenuto compresa la loro esistenza.

Pera ttivare tale funzione bastera’ utilizzare il comando mount con il parametro aggiunto “hidepid” :

esempio

# sudo mount - o remount,rw,hidepid=2 /proc

…dopo aver dato invio ed inserita la password dell’amministratore di sistema, il livello di massima privacy sara’ stato impostato. Chiaramente per l’utente  root tali limitazioni non valgono.

Per rendere definitive le modifiche sopra testate si dovra’ editare il file /etc/fstab , ed aggiungere, nella riga relativa al file system /proc, l’opzione hidepid che meglio si adatta alle nostre esigenze.

 

#HidepidKernelPrivacy

Crea il tuo diario su Linux con RedNoteBook

RedNoteBook il diario per Linux

RedNoteBook il diario per Linux

Documentare i processi ed i sistemi, o semplicemente tenere un diario degli avvenimenti quotidiani, sono cose che molti utenti di computer fanno sempre più spesso, per poter tenere traccia delle molte modifiche e, delle nuove configurazioni, che si apportano ai propri sistemi nel continuo test delle nuove tecnologie a cui, tutti noi appassionati d’informatica, cerchiamo di tenere testa.

RedNotebook è un’applicazione professionale che permette di creare un log, o diario, di tutte le attivita’ fatte, così come anche di tutti i problemi con la rete. L’applicazione può essere vista dunque come un diario professionale per esperti IT, anche se può essere utilizzato facilmente da utenti casalinghi.

RedNoteBokk e’ un’applicazione open source che consente di tenere un diario, così come si organizzano i propri impegni con un’agenda.

Quando si tratta di un uso professionale, RedNotebook porta una varieta’ di caratteristiche che sono molto utili in questo ambiente. Prima di tutto, si possono inserire file, immagini, collegamenti web, così come suddividere le note in categorie assegnando loro anche delle etichette (tag), permette di codificare oggetti, il formato dei testi,  eseguire il controllo ortografico, eseguire il salvataggio automatico e così via. Con l’aiuto di RedNotebook è anche possibile memorizzare i dati desiderati in file di testo e fare un backup o un archivio, oppure è possibile utilizzare word clouds (parole e tag più utilizzati).

Una caratteristica che trovo molto utile in RedNotebook è la possibilità di esportare tutti i dati in formato PDF, Latex, HTML o anche testo semplice, senza alcun problema. Questo rende molto più conveniente accedere ai dati necessari, senza avere a che fare con i problemi che si hanno con le applicazioni che forniscono un’ unico formato.

L’interfaccia proposta da RedNotebook è molto attraente ed offre un accesso rapido a tutte le funzioni necessarie direttamente dall’interfaccia principale. Si può scegliere d’ inserire una nuova voce che può essere semplice, oppure è possibile utilizzare un modello tra quelli disponibili sulla piattaforma. Infatti sulla piattaforma sono gia presenti un sacco di modelli che sono adatti a varie situazioni, quindi non importa che cosa debbiate creare perche’, molto probabilmente, troverete un modello per esso.

Il word cloud di RedNotebook è pieno di tag e parole che è possibile utilizzare, e queste funzionano perfettamente se si vuole trovare voci simili su un determinato argomento.

Ad esempio, mettere note su immagini e messaggi è molto semplice ( tagging ). Non abbiamo riscontrato nessun problema durante la fase d’installazione dell’applicazione, anche perché RedNotebook è un progetto ormai di lunga durata e con numerosi sviluppatori ed utenti alle spalle, quindi la maggior parte dei bug sono già stati risolti.

Gestire il calendario in RedNotebook è molto semplice, ed e’ molto facile, ad esempio. passare in rassegna le date per trovare una determinata voce. Inoltre l’applicazione viene fornita di un pulsante “Oggi” che permette di accedere immediatamente alla data corrente.

L’approccio del diario in wiki-stile, sia per lavoro o per uso personale rende l’uso di RedNotebook molto più conveniente rispetto a qualsiasi altro programma simile. Tutte le voci sono indicizzate in modo naturale e tutto, nel complesso, risulta essere molto facile da navigare e visualizzare.

Nel complesso, abbiamo trovato RedNotebook essere un’applicazione molto interessante che è vicina alla perfezione per quanto riguarda le cose che vuole raggiungere. L’indicizzazione è molto veloce, la navigazione è veloce ed affidabile, e controllando le voci è altrettanto facile. Nel complesso, RedNotebook è un buon esempio di quello che dovrebbe essere un buon programma di journaling professionale, e se avete bisogno di una tale applicazione, RedNotebook è la scelta perfetta da fare!

INSTALLAZIONE
Scaricate i sorgenti da questo indirizzo:
http://sourceforge.net/projects/rednotebook/?source=directory

Installate le dipendenza necessarie:

sudo apt-get install python-yaml python-gtk2
sudp apt-get install python-webkit

Posizionatevi all’interno dela vostra home, nella cartella appena scaricata e scompattata ed eseguite l’installazione:

sudo python setup.py install

Eseguite da shell il programma:

rednotebook

Come controllare la rete dalla shell Linux

Monitoring dal Terminale

Monitoring dal Terminale

PREMESSA

Purtroppo rispetto a molte altre nazioni nel mondo e, nella stessa Europa, ci troviamo ad avere ancora delle connessioni ad Internet che, nella maggior parte del paese, sono a dir poco scandalose.

In precedenti articoli abbiamo provato a mettere un po’ di pepe al nostro pc lavorando sulla gestione della RAM oppure sulla modifica dei parametri del kernel tramite Sysctl, oppure accellerando la risoluzione degli indirizzi DNS tramite la creazione di un meccanismo di Cache usando, ad esempio, PDNSD.

Oggi vedremo come colmare quella parte di “monitoring” sulla velocita’ della nostra rete, presentando questo elenco di utilissimi tool, da riga di comando, che vi permetteranno di avere il polso della situazione in tempo reale. Troverete sicuramente quello che fa al caso vostro.

P.S. : I seguenti programmi sono tutti disponibili nei repository principali di Ubuntu, quindi per installarli bastera’ scrivere :

apt-get install nome del programma

NETWORK TOOL

IPTState : un’interfaccia simile a Top collegata alla vostra tabella connection-tracking di netfilter.
Utilizzando iptstate si può verificare in modo interattivo il traffico che attraversa il tuo firewall netfilter/iptables , ordinato per vari criteri, è possibile limitare la visualizzazione con vari criteri, ed e’ possibile cancellare gli stati dalla tabella.

Pktstat : visualizza un elenco in tempo reale delle connessioni attive viste su una interfaccia di rete, e quanta banda viene utilizzata. Parzialmente decodifica i protocolli HTTP e FTP per mostrare il nome del file che viene trasferito. Anche i nomi delle applicazioni X11 sono mostrate.

NetHogs : diversamente da altri, invece che “spacchettare” il traffico verso il “basso” per protocollo o per sottorete, come la maggior parte degli strumenti fanno, mostra la banda utilizzata dai vari programmi. NetHogs non si basa su un modulo del kernel speciale da caricare. Se c’è ad un tratto molto traffico di rete, si può lanciare subito NetHogs e vedere immediatamente quale PID è la causa. Questo rende facile individuare i programmi che sono impazziti e stanno improvvisamente prendendo tutta la vostra banda di rete.

IPTraf : un programma (storico) che raccoglie statistiche di rete per Linux. Anch’esso raccoglie una serie di dati come i pacchetti delle connessioni TCP e conteggio dei byte, le statistiche sulle interfaccie e gli indicatori di attività, dati TCP/UDP sul traffico, e traffico per LAN.

Bmon : bmon è un monitor di banda, destinato per il debug ed il monitoraggio real-time, in grado di recuperare le statistiche da vari tipi d’ingresso. Fornisce metodi di uscita vari tra cui un’interfaccia basata su librerie curses. L’insieme dei moduli per l’input sono specifici per ogni tipologia di architettura e prevedono un nucleo comune con l’elenco delle interfacce e dei loro contatori.

Il nucleo memorizza questi contatori e fornisce una stima della velocità ed una storia degli ultimi 60 secondi, minuti, ore e giorni ai moduli di uscita che li mostrano in base alla configurazione, durante l’esecuzione, è possibile selezionare l’interfaccia da controllare e premere il tasto “g” per vedere un grafico attivo come questo:

Speedometer : si tratta di un interessante progetto che permette di visualizzare e misurare la velocità dei dati attraverso una rete o dei dati che vengono memorizzati in un file,

Come potrete vedere, anche se si tratta di un tool basato sulla riga di comando, ha dei bei colori vivaci e altre cose che lo rendono uno strumento piuttosto user-friendly, ha la capacità di monitorare la velocità in tempo reale di download/upload delle connessioni di rete e può essere utilizzato anche per misurare la velocità di scrittura in un file system.

Nload : nload è un’applicazione da console che controlla il traffico di rete e l’utilizzo della larghezza di banda in tempo reale. Esso visualizza il traffico in entrata ed in uscita utilizzando due grafici e fornisce informazioni aggiuntive come quantità totale di dati trasferiti e min/max di utilizzo della rete.

 

La cosa migliore e’ sicuramente quella di testarli tutti, magari su macchine virtuali, per poter meglio decidere quali fanno esattamente al caso vostro.

 

#ControllalaRetedallaShell

PDFTK – Gestisci i tuoi pdf

PdfTk amministra i tuoi PDF

PDFTK amministra i tuoi PDF

Nell’immensita’ di Internet e’ ormai possibile trovare documentazione di ogni genere e, nella maggior parte dei casi, sara’ possibile scaricare un documento in formato .pdf. Ma cosa succede se, di uno stesso argomento di nostro interesse, ci ritroviamo con piu’ di un documento? Beh portarsi dietro, seppur in formato digitale, tanti documenti complica le cose perche’ per trovare l’informazione che ci serve in un dato momento dovremo aprire piu’ di un file o lanciare un find all’interno di diversi documenti.
E se invece potessimo unire tutti questi vari files in pochi pdf che trattano un macro argomento comune ??.

Possiamo farlo grazie ad un ottimo e semplice strumento, da riga di comando, che risponde al nome di PDFTK.

Introduzione

PDFTK è uno strumento open source cross-platform per manipolare documenti PDF, esso è fondamentalmente un front-end per la libreria iText (compilata in codice nativo utilizzando GCJ), capace di “dividere, unire, cifrare, decifrare, decomprimere, comprimere, e riparare” file PDF.

Installazione

Installare il pacchetto pdftk e’ davvero una passeggiata :

sudo apt-get install pdftk

Cosa puo’ fare

  • unire documenti PDF
  • dividere le pagine PDF in un nuovo documento
  • decifrare il documento se necessario (richiesta password)
  • cifrare il documento, se si vuole
  • compilare moduli PDF con dati FDF
  • applicare una filigrana allo sfondo
  • report sulle metriche del PDF, tra cui i metadati e segnalibri
  • aggiornare i metadati del PDF
  • allegare file a pagine PDF o al documento PDF
  • scompattare gli allegati pdf
  • dividere un documento PDF in pagine singole
  • decomprimere e comprimere la pagina
  • riparazione di un file pdf danneggiato (se e’ possibile)

Uso

Ad esempio, per unire i file file1.pdf file2.pdf file3.pdf  in un unico file file.pdf occorre digitare il seguente comando in una finestra di terminale:

pdftk file1.pdf file2.pdf file3.pdf cat output <nome_file>.pdf

Digitando il seguente comando si ottengono alcune informazioni d’uso per poter utilizzare tutte le altre opzioni sopra descritte:

pdftk --help

#PdftkManipolareDocumenti

Shellshock Bug verifichiamo il nostro sistema

Shellshock Bug

Shellshock Bug

I ricercatori di Red Hat hanno recentemente segnalato un particolare bug denominato “Shellshock” presente nella Shell che potrebbe mettere in serio pericolo milioni di sistemi Linux. A quanto pare questo bug potrebbe essere utilizzato da utenti malintenzionati per poter operare sul sistema operativo.

Shellshock pare sia un exploit molto più pericoloso di Heartbleed, che avrebbe potuto mettere letteralmente in ginocchio la maggioranza dei web server esistenti, perché permette di prendere il pieno controllo della macchina, non importa quale, ed eseguire del codice (ottenendo tutti i permessi d’amministrazione).

Cos’è e come funziona Shellshock?  In pratica, è una vulnerabilità del terminale, che gli utenti di Windows conoscono meglio come Prompt dei comandi,  che espone all’attacco una serie di servizi, da Apache al DHCP dei router ecc… Se la versione di BASH installata è afflitta dal bug, un malintenzionato potrebbe eseguire da remoto una serie d’operazioni, che spaziano dai comandi CGI ai demoni avviati in automatico dal sistema operativo. Significa che, senza una patch ad hoc chiunque potrebbe prendere possesso dei server.

Non è però ben chiaro come questi possano accederne dato che effettuare modifiche nel sistema, installazione di software ecc vengono richiesti i permessi di root. Da notare inoltre che Red Hat e le principali distribuzioni Linux hanno già risolto il bug, basterà quindi aggiornare la distribuzione o server Linux per risolvere questo problema.

Possiamo facilmente verificare se il nostro sistema operativo è o meno  “infetto” da Shellshock.

Basta semplicemente avviare il terminale e digitare:

env x='() { :;}; echo vulnerable' bash -c "echo this is a test"

se avremo come risultato:

vulnerable
this is a test

vuol dire che nel nostro sistema è presente il bug Shellshock in bash

se invece abbiamo come risultato

this is a test

possiamo star tranquilli.

Per risolvere il problema bastera’ semplicemente aggiornare la Bash digitando da terminale:

Per Debian, Ubuntu e derivate:

sudo apt-get update
sudo apt-get install bash

Per Fedora, CentOS, Red Hat e derivate:

sudo yum install bash

Per openSUSE e derivate:

sudo zypper install bash

Per Arch Linux e derivate, Chakra, Manjaro ecc:

sudo pacman -Sy bash

Al termine bastera’ rilanciare il comando di verifica, ed ecco risolto il problema di Shellshock.

 

#ShellshockBugVerifichiamo