CoreOS ed uso nei Datacenter

CoreOS Docker Cluster

CoreOS Docker Cluster

Ormai l’ho capito, dai tanti esempi di storie di successo in campo informatico che, le migliori invenzioni si realizzano nei garage. Così come i due famosi Steve furono capaci di creare da zero il primo Mac, così i creatori di Google concepirono il loro motore di ricerca proprio in un garage o giu’ di li. La storia che si sente inizia sempre cosi :
“Qualche anno fa, in un garage della Silicon Valley…” etc… ; ma cosa ci sarà mai in questi garage americani ?!?


Nasce così CoreOS

CoreOS è praticamente una leggerissima distribuzione Linux solo con kernel e systemd. Questa distribuzione, che effettua il boot in un paio di secondi, è pensata per chi deve realizzare e gestire cluster di centinaia, addirittura migliaia, di nodi. Praticamente permette di realizzare, con hardware di proprietà, un’infrastruttura IT come quella di Amazon o Google. Oltre ad essere già disponibile sui sistemi cloud di Amazon, di Rackspace e di Google ultimamente anche Microsoft ne ha annunciato la disponibilità su Windows Azure.

Il prodotto è davvero interessanteinfatti, in poco tempo ha avuto migliaia di raccomandazioni su GitHub ed una cifra compresa tra uno e cinque milioni di dollari da gruppi di investimento privati.

CoreOS, il cui codice è interamente disponibile su GitHub, è fortemente basato sudocker“, etcd e systemd oltre ad avere un sistema di aggiornamento del sistema operativo sottostante molto innovativo chiamato FastPatch:

FastPatch aggiorna l’intero sistema operativo in un’unica soluzione, non i singoli pacchetti, su uno schema di partizioni attivo/passivo e siccome le applicazioni e le configurazioni risiedono in ambienti completamente separati e indipendenti, non si corre il rischio di lasciare alcuni nodi del cluster in uno stato di inconsistenza.

Quindi se la vostra esigenza è quella di creare un cluster, CoreOS rappresenta davvero un’ottima scelta.

Nel prossimo articolo vedremo come creare un cluster CoreOS con Vagrant .

 

#CoreOSsistemaclusteravanzato

Esistono alternative a Google

Motori di ricerca alternativi a Google

Motori di ricerca alternativi a Google

Ecco alcuni dei migliori motori di ricerca altenativi

Una domanda che prima o poi ci siamo fatti tutti ogni volta che apriamo il nostro browser preferito, e vediamo sempre quel logo… “Esiste un’ alternativa a google?”…Beh! ovviamente si, le alternative ci sono, molte e sono anche ben funzionanti.

Partiamo quindi con la nostra classifica :

  1. Ixquick: motore di ricerca che garantisce la privacy, disponibile anche in italiano. Interessante anche l’idea di fornire un proxy direttamente nella pagina dei risultati infatti appare un link proxy affianco ad ogni link cliccandoci è possibile visitare il sito dietro un proxy web, ottimo anche per agirare le censure dei vari governi idea carina anche se purtroppo non si possono usare i form poichè non registrando l’ip si potrebbe usare il servizio per fare danni in giro per il web, i risultati forniti dal motore di ricerca sono in linea con quelli dei concorrenti.
  2. GoodSearch: non solo i suoi risultati sono ottimi (powered by Yahoo) ma permette anche di fare beneficenza, semplicemente usando il loro motore, infatti parte degli introiti pubblicitari generati dal motore vanno in beneficenza, il sistema è molto semplice, ma prima di fare una ricerca dovrete scegliere una causa a cui donare, ed essendo solo in inglese dovrete cercare in lingua inglese.
  3. Bing: il principale concorrente di google, simbolo dell’inizio della rincorsa di Microsoft verso Google, i risultati sono ottimi e la ricerca video… beh è assolutamente da provare.
  4. DuckDuckGo: un motore di ricerca indipendente che si è creato una sua nicchia di utenti grazie alle garanzie sulla privacy che offre, il motore dice di non tracciare nulla non registrare ip ne ricerche, il tutto per salvaguardare la privacy dei suoi utenti.
  5. Quintura: probabilmente uno dei più famosi e storici concorrenti di google si trattava di un Visual Search, in cui una volta cercato il termine, vi diceva cos’ altro avreste potuto cercare su quell’argomento. Esiste pero’ , ad oggi, la versione per bambini molto utile da impostare come motore di ricerca sicuro per i più giovani.
  6. Wolframalpha: motore intelligente molto famoso in rete, in quanto non cerca sul web ma mette a disposizione le informazioni statistiche del web. Se cerchiamo informazioni su un animale, uno stato oppure dati statistici ecc. Wolframalpha fa al caso nostro.
  7. LyGo: il motore di ricerca secondo Lycos, ben fatto sia dal punto di vista tecnico che per quanto riguarda i risultati.
  8. IceRocket: qusto motore è davvero ben studiato, in quanto scandaglia in continuazione sia i social network che i blog di tutto il mondo.
  9. Mojeek: anche questo è un motore di ricerca in stile google anche se non sempre i suoi risultati sono soddisfacenti ma c’è da dire che a volte cercare delle informazioni con motori diversi aiuta a trovare les cose, come si dice “quattro occhi sono meglio di due”.
  10. Kartoo: intreccio tra una directory e un motore di ricerca, il sito è ben fatto ma i risultati non sono sempre il massimo.

Ovviamente questa lista non e’ completa e, quasi quotidianamente, ne vengono pubblicati di nuovi quindi non esitate a suggerirne qualcuno di vostro gradimento, grazie e buona ricerca.

 

#MotoridiricercaAlternativiaGoogle

Crea la tua TV Online gratuitamente

La tua TV On Air con Google+

La tua TV On Air con Google+

Google+ e sei in diretta su Youtube

Molte persone non hanno ancora compreso completamente Google+ bollandolo come una copia di Facebook, e di cui non c’è alcun bisogno.
Google+ però non è soltanto un luogo online in cui condividere stati e link ma anche una potentissima applicazione per la videochat, completamente gratuita e senza limitazioni.

Questa nuova funzionalità resa disponibile su scala globale ( Denominata Hangout On Air , o videoritrovi in diretta)  potrà aprire una serie di opportunità e,  sempre di più, mettere nelle mani di chiunque gli strumenti che fino a qualche anno fa erano solo a disposizione degli “old media” , infatti sara’ possibile videochiamare i parenti tramite webcam e microfono ed anche creare videoconferenze di livello professionale, in cui più persone si vedono tra loro e comunicano insieme.

La grande novità è che, dal videoritrovo di Google+, è possibile trasmettere video in diretta pubblicamente visibili da tutto il mondo. Questo significa che la piattaforma diventa un modo per creare una vera e propria trasmissione tv online, dove chiunque, senza spendere un soldo e, solo munito di computer, webcam e microfono, può aprire un canale tv via web.

Ogni trasmissione pubblica, ed ogni videoritrovo in diretta, potra’ essere visto da tutti su Youtube, non solo dagli iscritti su Google+.

Il videoritrovo pubblico diventa quindi un canale online visibile dal vivo in diretta su Youtube, da tutti, come se fosse un normale video.

Ovviamente, essendo una novità non da poco in termini di risorse da utilizzare ed implementare, sarà resa disponibile a tutti pian piano, e magari non sarà immediatamente impeccabile: quindi, se per caso non la vedi ancora disponibile non preoccuparti, si tratta soltanto di avere un po’ di pazienza e poi potrai anche tu trasmettere i tuoi show in diretta.

Per trasmettere in diretta via internet ed essere visibile in streaming su Youtube bisogna essere maggiorenni, per potersi iscrivere, ed accedere cosi’ a Google+ , con un account Google o Gmail ed avviare un videoritrovo premendo il pulsante Evento.
Nella pagina di configurazione del videoritrovo bisognera’ impostare la visibilità pubblica, dargli un titolo, un orario e poi barrare la voce Hangouts/evento online all’interno delle OpzioniEvento/Avanzate.

Ovviamente bisognera’ anche effettuare l’accesso su Youtube (con lo stesso account Google) ed accettare i termini di utilizzo.
La prima volta, potrebbe venir richiesto di abilitare la verifica dell’account Google in due passaggi confermando il proprio numero di cellulare (cosa questa che consiglio a tutti coloro che usano Gmail o altri servizi Google per evitare furti e problemi di sicurezza).
La conferma del numero di cellulare permette anche di eliminare il limite dei video caricabili su Youtube consentendo quindi di trasmettere dal vivo senza intoppi.

Dopo l’accesso al videoritrovo pubblico, ancora non sarete online, e visibili da tutto il mondo, fino a che non avrete premuto il tasto di inizio trasmissione “Partecipa all’ Hangouts“.
Prima di trasmettere, si può sistemare l’inquadratura, l’aspetto e preparare la trasmissione tv condividendo il link per la visione sui social network, su Facebook, su Twitter o sul proprio blog, inoltre sono disponibili diverse app che aggiungono effetti od utility come fotoritocco e molto altro.

Il video diventa pubblicamente visibile, dal vivo, sul proprio canale Youtube, inoltre e’ possibile incorporare il video in una pagina web come si può fare per qualsiasi video Youtube, tramite la funzione Embed.

Quando la trasmissione sara’ iniziata, si potrà vedere quante persone stanno guardando in diretta l’evento o il videoritrovo e vedere i loro messaggi nella chat.
Inoltre, con un livello massimo di interattività, chi sta guardando può anche farsi vedere o ascoltare, come se si fosse in videoconferenza.
Quando finisce la diretta, quanto trasmesso potra’ essere registrato e ripubblicato su Youtube e su Google+ per una visione successiva.
Tutto questo è chiaramente spiegato nel video introduttivo ai Google + HangOuts on Air.

Per cercare, vedere e partecipare alle trasmissioni dal vivo, si deve andare nella sezione dei videoritrovi di Google+ (https://plus.google.com/s/is/hangouts).
Google+ diventa quindi uno dei siti per Creare online un canale Web-TV con streaming da webcam come i famosi Justin TV, UStream e LiveStreaming.

 

#GooglePlusLiveStreaming

Bloccare la pubblicita’ senza plug-in

Linux Ad Block

Linux Ad Block

 

Negli ultimi anni i banner pubblicitari presenti nelle pagine di molti siti si sono trasformati in un mostro incontrollato e soprattutto molto invasivo e, a causa dell’abuso da parte di alcuni, sono finiti per diventare la bestia nera di Internet, inducendo numerosi utenti a trovare un modo per bloccarli con i metodi più disparati.

 

Tra questi figurano ad esempio due note estensioni per browser, ad esempio su Chrome tra i piu’ conosciuti possiamo trovare AdBlock e AdBlock Plus, che svolgono egregiamente il proprio lavoro modificando al volo il foglio di stile delle pagine web impedendone la visualizzazione. D’altra parte questo vantaggio ha un peso materiale: entrambe le estensioni finiscono per appesantire notevolmente il browser, il che potrebbe essere uno svantaggio per molti.

In questo breve articolo verra’ illustrato un metodo efficace per bloccare la visualizzazione dei banner pubblicitari dei più noti circuiti pubblicitari, usando una versione modificata del file /etc/hosts

 

Bloccare la pubblicità senza AdBlock 

Il criterio che utilizzeremo è di per se molto semplice, infatti il file /etc/hosts permette di associare manualmente host ad indirizzi IP senza affidarsi alla risoluzione tramite server DNS; grazie al lavoro ed alla costanza di alcuni sviluppatori, è possibile scaricare un file modificato ad-hoc affinché agli host dei più noti banner pubblicitari venga automaticamente associato l’indirizzo IP 127.0.0.1, ovvero l’indirizzo locale della propria macchina (localhost).  Risultato:
i banner non verranno più visualizzati!

Senza dilungarci in ulteriori spiegazioni procediamo alla modifica: andiamo innanzitutto a creare un backup del file /etc/hosts presente nel nostro sistema operativo, da ripristinare in caso di problemi, dopodiché, andremo a creare uno script per il download/upgrade automatico del file che inseriremo nel nostro crontab.

*Preparazione
Creamo innanzitutto un backup del nostro file /etc/hosts originale da ripristinare in caso di problemi: per farlo, da terminale, digitiamo

# sudo cp /etc/hosts /etc/hosts.bak

Adesso creiamo lo script che sara’ in grado di scaricare automaticamente il nuovo file host, concedendogli eventualmente una serie di tentativi qualora la connessione ad Internet non fosse subito disponibile, quindi dal nostro terminale digitiamo

# sudo vim /usr/local/bin/adblock.sh

All’interno del file appena creato inseriamo quanto segue:

#!/bin/bash

exec 2> /tmp/adblock.log
exec 1>&2
set -x
wget -q -O - 1 --retry-connrefused http://someonewhocares.org/hosts/hosts | grep -P "^(127.0.0.1 |::1 |# )" > /etc/hosts

chmod 644 /etc/hosts

Salviamo il file ed usciamo dall’editor, dopodiché renderlo eseguibile con il comando

# sudo chmod +x /usr/local/bin/adblock.sh

Ora facciamo in modo di aggiungere il nostro nuovo script nel crontab del sistema in modo da farlo eseguire, in automatico, almeno ogni 4 ore (la scelta ottimale sta a voi).

Per coloro che non sono soliti ad utilizzare la gestione del crontab facciamo un breve ripasso sulla sua sintassi :

Esempi di sintassi dei comandi cron

Il file crontab deve rispettare una sintassi ben precisa, diversamente il sistema non accetterà le impostazioni. Quello che segue è un esempio generico:

5 3 * * * /usr/bin/apt-get update

L’esempio precedente eseguirà il comando apt-get update ogni giorno di ogni mese alle ore 03:05 (l’orario viene indicato nel formato a 24 ore).

La prima parte della voce descrive quando l’azione deve essere effettuata. Ci sono cinque campi (nell’esempio precedente, «5 3 * * *»), separati da uno spazio, ognuno dei quali accetta un numero, un asterisco o un testo appropriato. I campi specificano, in ordine (tra parentesi l’abbreviazione standard):

  • minuti, da 0 a 59 («m»);
  • ore, da 0 a 23 («h»);
  • giorno del mese, da 1 a 31 («dom»);
  • mese, da 1 a 12 («mon»);
  • giorno della settimana, da 0 (domenica) a 6 (sabato) («dow»)

 

Quelle che seguono sono alcune varianti della precedente pianificazione d’esempio:

Stringa

Descrizione

«12 03 * * *»

tutte le mattine, più o meno alle 3

« 12 03 15 * *»

tutti i 15 del mese, alla stessa ora

«12 03 31 * *»

7 volte l’anno, alla stessa ora

«0 12 * * 0»

ogni domenica, a mezzogiorno

«2 0 * * *»

ogni giorno, più o meno a mezzanotte

«02 03 * * 1,5»

ogni lunedì e venerdì, alle 3 del mattino circa

Altri esempi per aiutarvi a capire le varie combinazioni :

  • Esempio 1
1-30 * * * * /comando/da/eseguire

il comando verrà eseguito ogni giorno, ogni ora e quando i minuti vanno da 1 a 30.

  • Esempio 2
30 * 1-7 * * /comando/da/eseguire

il comando verrà eseguito i primi sette giorni di ogni mese, ad ogni ora e quando i minuti valgono 30.

  • Esempio 3
00 */2 15 * * /comando/da/eseguire

il comando verrà eseguito il quindicesimo giorno di ogni mese, ogni due ore.

  • Esempio 4
00 1-9/2 1 5 * /comando/da/eseguire

il comando viene eseguito il primo maggio alle 1,00 – 3,00 – 5,00 – 7,00 – 9,00. Cioè ogni due ore dalle 1,00 alle 9,00.

  • Esempio 5
00 1-10/2 1 5 * /comando/da/eseguire

il comando viene eseguito il primo maggio alle 1,00 – 3,00 – 5,00 – 7,00 – 9,00. Cioè ogni due ore dalle 1,00 alle 10,00. Si noti come l’ultimo valore utile dell’intervallo non coincida, in questo caso, con l’ora in cui viene fatta partire l’ultima esecuzione giornaliera del comando.

  • Esempio 6
00 13 2,8,14 * * /comando/da/eseguire

il comando verrà eseguito il secondo, l’ottavo e il quattordicesimo giorno di ogni mese alle 13.00

  • Esempio 7
30 13 1-15 4,10 * /comando/da/eseguire

il comando verrà eseguito i primi quindici giorni di aprile e ottobre alle 13,30.

  • Esempio 8
*/30 13,20 * 1-7,9-12 1-5 /comando/da/eseguire

il comando verrà eseguito nei giorni feriali (da lunedì a venerdì) di tutti i mesi tranne agosto, alle 13,00 – 13,30 – 20,00 – 20,30.

  • Esempio 9
00 14,19 1-15 * 5 /comando/da/eseguire

il comando verrà eseguito alle 14,00 e alle 19,00 dei primi quindici giorni di ogni mese e anche ogni venerdì.

** Ora per tornare al nostro esempio possiamo editare il file del nostro crontab tramite il comando

# crontab -e

ed in base agli esempi appena visti la riga di configurazione per far si che lo script venga eseguito ogni 4 ore di ogni giorno dell’anno sara’ la seguente :

# 00 */4 * * *  /usr/local/bin/adblock.sh

una volta salvato ed usciti non rimarra’ altro da fare che riavviare il servizio per far si che la modifica diventi operativa

# sudo /etc/init.d/cron restart

per verificare che effettivamente la schedulazione sia stata inserita verifichiamo tramite il comando

# crontab -l

Se doveste riscontrare problemi nella gestione della navigazione e voleste tornare alla configurazione iniziale vi bastera’ rieditare il crontab eliminando la stringa inserita e ripristinare il file hosts iniziale di cui avevamo fatto il backup tramite il comando :

# sudo mv /etc/hosts.bak /etc/hosts

Buon Anno!

#linuxadblocksenzaplugin

Server Virtuali – Quali scegliere

VPS Cloud Hosting

VPS Cloud Hosting

Quali sono le migliori offerte per un VPS ?

Cercando sul Web la parola chiave “VPS” (Virtual Private Server) compaiono decine di offerte, tutte piu’ o meno interessanti, ma come trovare quelle piu’ adatta alle nostre esigenze ?
Un server virtuale e’ fondamentalmente un computer che viene messo a nostra disposizione per installarci la nostra distribuzione Linux preferita ed ogni altro pacchetto (web o db o altro..) che possa servire ai nostri scopi ma, con la differenza che, la manutenzione non spetta a noi e costa meno (sempre che non si abbia intenzione di realizzare un progetto di dimensioni medio-grandi).

Proviamo quindi a dare un’occhiata ad alcune delle migliori offerte di VPS che possiamo scovare oggi sul Web :

# Amazon EC2

ha un’offerta di VPS su rete Cloud, che quindi costa poco e permette di avere anche un buon controllo sul server. L’offerta Linux T2 Small prevede 1 CPU e 2 GB di RAM. Costo 10,25 $ dollari al mese per un anno di contratto.
Per maggiori info : https://aws.amazon.com/ec2/instance-types/

# MyHosting

offre dei server con Ubuntu gia preinstallato, purtroppo propone solo 1 GB di RAM ma ben 11 processori virtuali. Costo 15,95 $ dollari al mese/
Per maggiori info : http://myhosting.com/ubuntu-vps

# Aruba Cloud Smart Server

il servizio offerto da Aruba “Small” consiste in 1 CPU ed 1 GB di RAM e 20 GB di disco. Costo 6,70 $ al mese.
Per maggiori info : http://www.cloud.it/cloud-computing/caratteristiche.aspx

# Dotblock

propone dei VPS Redundant oppure Scalable composti da 1 CPU 20 GB SSD per lo spazio disco ed 1 GB di RAM. Costo 9,95 $ dollari al mese.
Per maggiori info : http://www.dotblock.com/redundant.php – http://www.dotblock.com/scalable.php

# Dreamhost 

offre un servizio base VPS con banda illimitata 1 GB di RAM e 30 GB SSD di spazio disco.
Costo 15 $ al mese.
Per maggiori info : http://www.dreamhost.com/hosting/vps/

# Google Compute Engine

l’offerta di Google e’ davvero molto varia e direi componibile, ma per par condicio , rimanendo sulla stima degli altri vendor ho scelto l’opzione “g1-small” che e’ formata da 1,7 GB di RAM ed una condivisione dei processori all’interno del Cloud. Costo (calcolato in base al listino orario attuale pari a 0,023 $ all’ora)16,56 $ dollari al mese.
Per maggiori info : https://cloud.google.com/compute/

*Nota: ovviamente le offerte che possiamo trovare in giro sono molte di piu’ quindi questa e’ solo una piccola carrellata per aiutare a capire com’e’ composta la media dei servizi offerti.

PS: le caratteristiche dei servizi (cpu, ram, spazio disco ecc…) riportati nell’articolo non sono da considerarsi fissi, in quanto i vendor cambiano molto spesso i listini.